Dalle parole ai fatti: i 12 progetti di rilancio del comparto estrattivo trentino
26/03/2010(d.m.) Aggregazione, mercato, tecnologia. Questi i tre assi strategici sui quali poggiano i dodici progetti di rilancio del comparto estrattivo trentino. Li ha presentati oggi, venerdì 26 marzo, il Distretto del porfido e delle pietre trentine in un convegno che ha radunato presso il Centro Pine 1000, a Baselga di Piné, professionisti, esperti ed imprese del settore. Accorsi numerosi, tanto da entrare a stento nella la Sala congressi della struttura pinetana.
“Dalle parole ai fatti” il titolo del convegno, così da richiamare la concretezza tipica di chi opera nel comparto estrattivo. Un percorso avviato nel marzo 2009 con il riconoscimento del braccio operativo costituito dalla società Distretto del porfido e delle pietre trentine Srl, che nel luglio scorso ha portato alla presentazione delle linee guida dell’intervento ed ora, otto mesi dopo, a dettagliare attività, modalità e tempi di attuazione di ciascuna misura. “Dieci progetti più due” che hanno le carte in regola per incidere in modo significativo su un comparto – 500 aziende, 3 mila lavoratori, 400 milioni di fatturato - che da anni fa i conti con una congiuntura sfavorevole dovuta alla crisi dei mercati esteri di riferimento (principalmente Germania ed Austria), alla contrazione del valore aggiunto e alla crisi del mercato dell’edilizia.
«Rispetto a questi elementi – ha sottolineato Alessandro Olivi
, assessore all’Industria, Artigianato e Commercio della Provincia di Trento - il distretto deve alimentare dentro questo mondo una cultura dell’aggregazione che tuttavia può essere costruita solo con il contributo di tutti gli attori del comparto: enti locali, aziende e lavoratori». Olivi, dopo aver ricordato la fase iniziale in cui «la Provincia ha spinto sull’acceleratore costituendo essa stessa, con legge, il distretto del porfido e delle pietre trentine» ha auspicato l’apertura di una fase di maturità caratterizzata da una minore invadenza di campo da parte dell’ente pubblico. «Da qui in avanti – ha detto Olivi – il distretto avrà futuro nella misura in cui saprà camminare con le proprie gambe, saprà coltivare una propria progettualità per affidarla solo in un secondo momento alle istituzioni».
Dopo i saluti di Sergio Anesi
, sindaco di Baselga di Piné, Franca Broseghini
, presidente della locale Apt, Patrizia Ballardini
di Trentino Sviluppo e Fabio Svaldi
, presidente della cassa Rurale Pinetana-Fornace-Seregnano, gli interventi si sono diretti in modo chiaro e trasparente al cuore del problema.
Carlo Ratto
, del Kaizen Institute Italia, ha illustrato i risultati del cantiere GembaKaizen realizzato nei mesi scorsi nelle cave della val di Cembra in collaborazione con Trentino Sviluppo e lo stresso Distretto, con l’obiettivo di analizzare, “sezionandole” una ad una, le diverse fasi di estrazione e lavorazione al fine di ottimizzare i processi produttivi, distinguendo le attività che rappresentano un valore per il cliente dai “muda”, le attività inutili. «Non possiamo risolvere i nostri problemi con lo stesso approccio che li ha generati», ha sottolineato Ratto rilanciando alcune idee emerse dal cantiere che ha applicato al porfido il cosiddetto “metodoToyota”.
Due le domande “girate” da Ratto come altrettante provocazioni. «Siamo davvero sicuri che i metodi di coltivazione delle cave oggi adottati sono davvero i migliori possibili per il rispetto della montagna e per un suo utilizzo ottimale? Fatto 100 quello che si estrae dalle cave, 70 va in inerti, 30 diventa prodotto. Seconda domanda: ma la prima lavorazione e la cernita devono davvero stare dove ci sono le cave o non potrebbero essere collocate in modo più efficace in aree attrezzate, integrate con la filiera, così da non portare in giro le cose più volte e lavorare in condizioni più dignitose?».
Secca la conclusione di Ratto: «Scordatevi il cottimo. Il cottimo non è il futuro ma un retaggio di una produzione di massa e anche, lasciatemelo dire, una forma poco rispettosa dei lavoratori. Il punto è eliminare gli sprechi, ottimizzare il modello di produzione nel suo complesso con forti iniezioni di innovazione e tecnologia, non guadagnare qualche manciata di minuti sul lavoro delle persone».
Schiettezza e puntualità hanno contraddistinto anche l’analisi curata da Roberto Curcu
per il Settore porfido di Confindustria Trento sui bilanci delle 41 società di capitali le quali, complessivamente, realizzano 157 milioni di fatturato sui 400 complessivi del comparto. Curcu ha evidenziato un crollo dei ricavi, nel 2008, tornati ai livelli del 2002, a fronte però di un significativo aumento dei costi. «A pari fatturato, tra 2002 e 2008 – ha evidenziato Curcu – i costi fissi sono saliti da 13 a 14 milioni di euro, i costi variabili da 107 a 108 milioni, i costi per il personale da 33 a 36 milioni. Risultato: nel 2008 il costo industriale del singolo cubetto di porfido è stato pari al suo prezzo di vendita». Ed ha concluso: «Non è che vi state facendo concorrenza da soli?».
Altri dati significativi emersi dall’analisi dei bilanci delle società di capitali operanti nel comparto estrattivo sono la chiusura in perdita del bilancio 2008 per 17 società su 41, 13 le aziende che negli ultimi quattro anni hanno avuto almeno tre bilanci in perdita mentre 24 nello stesso periodo hanno realizzato utili in almeno tre bilanci. Il 70% dei bilanci, poi, ha mostrato rimanenze in aumento, con conseguente lievitazione dei costi per magazzini ed invenduto. Dal 2002 al 2008 l’indebitamento netto è aumentato del 50%, raddoppiati anche gli oneri finanziari. «Senza aggregazioni e nuovi modelli di gestione d’impresa – ha concluso Curcu – il settore non è sostenibile. Come non lo è se la concorrenza, anziché essere diretta ai veri competitori, si scatena all’interno del comparto, tra le stesse aziende che si strappano di mano le commesse per poche centinaia di euro».
Fatta la diagnosi, tocca alla cura. Il compito di illustrare per sommi capi i dieci progetti messi in campo per il rilancio del settore è quindi toccato a Diego Laner , amministratore unico della Distretto del porfido e delle pietre trentine nonché consigliere delegato di Trentino Sviluppo, a Mariano Gianotti e Mario Bertolini , rispettivamente presidente e vicepresidente del Distretto. Eccoli nell’ordine.
PROGETTO n. 1 - Codice etico - comportamentale
Obiettivi: miglioramento attività lavorativa (sicurezza lavoro, ambiente e formazione personale), sostenibilità energetico – ambientale, adozione nuove tecnologie, adozione migliori sistemi organizzativi.
Attività: studio e valutazione di un disciplinare, con relativa modalità di adesione delle aziende, predisposizione codice etico, modalità di pubblicizzazione del codice.
Risultati attesi: miglioramento immagine del settore, miglioramento modalità operative dei soggetti aderenti.
PROGETTO N. 2 - Osservatorio del Distretto
Obiettivi: raccolta, elaborazione e diffusione delle informazioni su sistema delle imprese, materiali e prodotti del mercato, nuovi prodotti e nuove tecnologie, sistema legislativo e normativo.
Attività: impostazione e gestione di un sistema di reporting.
Risultati attesi: messa a disposizione dei soggetti interessati di tutti i dati rilevanti del settore, anche al fine di elaborare adeguate strategie.
PROGETTO N. 3 - Creazione di un sito web
Obiettivi: ricercare la migliore visibilità del settore tramite web, fornire alla aziende tutte le informazioni tramite tecnologie informatiche, consentire l’utilizzo on-line di specifici software alle aziende.
Risultati attesi: messa in rete delle aziende del settore e delle aziende, creare strumenti di relazione e di uniformità di valutazione.
PROGETTO N. 4 - Promozione di accordi con le amministrazioni pubbliche del territorio provinciale per l’utilizzo delle pietre locali
Obiettivi: incrementare l’utilizzo delle pietre locali, migliorare l’arredo urbano nel rispetto delle tradizioni locali, contribuire al miglioramento della sostenibilità ambientale, tramite il contenimento delle emissioni.
Attività: promozione di accordi con gli enti locali, predisposizione specifica convenzione per la definizione delle modalità di contribuzione a favore degli enti locali, definizione delle procedure per le attività di verifica e controllo.
Risultati attesi: facilitare l’utilizzo delle pietre locali nei lavori pubblici.
PROGETTO N. 5 - Caratterizzazione della viabilità provinciale con manufatti di pietra
Obiettivi: migliorare la sicurezza stradale, ridurre l’inquinamento ambientale, ridurre i costi di manutenzione stradale, abbellire le infrastrutture della viabilità e uniformarne le tipologie, utilizzare le pietre locali (binderi e rivestimenti da muro per esempio) difficilmente commerciabili (causa spessore elevati e peso).
Attività: individuare le pietre locali e le tipologie di utilizzo, definire i criteri di adozione del progetto, progettazione standard delle diverse tipologie di utilizzo, definire in larga massima i costi da sostenere per la realizzazione del progetto, quantificazione dei minori costi – benefici conseguenti.
Risultati attesi: uso della pietra locale difficilmente commerciabile, perseguimento degli obiettivi di sicurezza, ambientali e di abbellimento della viabilità.
PROGETTO N. 6 - Riutilizzo degli scarti di porfido e pietre trentine (limi, terre e cappellacci)
Obiettivi: risolvere e razionalizzare l’uso degli scarti, migliorare l’ambiente tramite la ricomposizione di aree degradate o vecchie cave.
Attività: individuare e stimare gli scarti, definire i criteri di adozione del progetto, progettare i particolari di utilizzo, definire in larga massima i costi da sostenere per la realizzazione del progetto.
PROGETTO N. 7 - Razionalizzazione e riorganizzazione del settore, con particolare riferimento agli aspetti economici - produttivi – strutturali e infrastrutturali – tecnici – sicurezza e salvaguardia ambientale
Obiettivi: definire un processo di razionalizzazione e riorganizzazione del settore, individuare modelli di cooperazione, condivisione dei costi e/o aggregazioni tra imprese; definire dei modelli di sviluppo aziendale (business model).
Attività: analisi tecnico – economica del settore, attività di sensibilizzazione, progettazione dei modelli tra aziende e/o dell’intero settore, proposta di specifici incentivi alle aziende coinvolte nei processi di cui sopra.
Risultati attesi: miglioramento in generale del settore (economicità, lavoro, ambiente, ecc..), maggiore efficienza delle imprese del settore.
PROGETTO N. 8 - Coordinamento dell’attività di promozione del porfido e delle pietre trentine. Valorizzazione turistica e culturale dei bacini estrattivi storici
Obiettivi: coordinamento dell’attività di promozione del porfido e delle pietre trentine a livello locale, nazionale e internazionale, al fine di razionalizzare ed evitare dispendio di risorse; ottimizzazione della promozione del prodotto ricercando sinergie con altri prodotti o attività locali, diffusione della conoscenza storico – culturale del prodotto, valorizzazione delle potenzialità artistico – locali che utilizzano le pietre trentine, marketing delle pietre trentine.
Attività: analisi tecnico – economica di mercato, definizione delle azioni ritenute necessarie, individuazione dei siti estrattivi di interesse storico e interazioni con contesto turistico locale, individuazione degli artisti che utilizzano le pietre trentine e loro classificazione al fine della divulgazione delle opere, progetto di sviluppo commerciale del prodotto.
Risultati attesi: miglioramento delle fasi di commercializzazione del porfido e delle pietre trentine, contenimento dei costi di sviluppo commerciale.
PROGETTO N. 9 - Definizione caratteristiche qualitative delle pietre trentine tradizionali e ricerca nuovi prodotti e tecnologie di lavorazione - ecocompatibilità
Obiettivi: analisi qualitativa delle pietre trentine, con particolare riferimento alla durabilità in funzione degli utilizzi; al bilancio ambientale e al risparmio energetico, ricerca di nuovi prodotti e nuove tecnologie di lavorazione, industrializzazione del settore.
Attività: predisposizione di specifici studi e valutazioni sulle caratteristiche qualitative del porfido e delle pietre trentine, individuazione di un piano di lavoro per orientare la ricerca di nuovi prodotti e nuove tecnologie da applicare al settore, predisposizione di un piano operativo per migliorare l’industrializzazione del settore.
Risultati attesi: ottimizzare l’utilizzo delle pietre trentine, migliorare i processi di lavoro.
PROGETTO N. 10 - Promozione di studi e valutazione per interventi a favore dei lavoratori delle aziende estrattive
Obiettivi: studi per l’attuazione dell’art. 23 – lett. F) della L.P. n. 7/2006
Attività: predisposizione di specifici studi e valutazioni sulle limitazioni permanenti dell’idoneità professionale dei lavoratori del settore, con ipotesi di ricollocazione degli stessi in ambiti lavorativi.
Risultati attesi: corrispondere al dettato normativo, migliorare le possibilità di occupazione per i lavoratori.
In sintesi, hanno concluso Gianotti e Laner offrendo una lettura trasversale ai singoli progetti, ci sono tre cose da fare al più presto. Primo: aggregazioni, indipendentemente dalla possibile forma giuridica, per presentarsi al mercato in modo unitario e compatto. Secondo: mercato, pensando ad un nuovo design per il marketing di settore, perché il mercato non siamo noi ma sta fuori e o abbiamo la forza per imporci oppure lo subiamo. Terzo: tecnologia. «Ho un sogno – ha detto in proposito Laner – che è quello di vedere tra qualche anno i dipendenti del porfido lavorare non spaccandosi la schiena, con la mani rese livide dalla mazza, ma in camice bianco, con macchinari computerizzati e tecnologie all’avanguardia. Finché rimane solo mio è un sogno, se diviene di tutti è l’inizio della realtà».




