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Osservatorio, portale web, codice etico, innovazione nei prodotti e nella commercializzazione. Il Distretto del porfido rilancia

03/07/2009

(d.m.) Dal portale web della pietra trentina all’Osservatorio per la raccolta organizzata dei dati di ogni singola azienda e l’elaborazione delle tendenze di mercato, dalle sinergie per la commercializzazione alla valorizzazione delle cave anche in chiave culturale e turistica, all’avvio di progetti sperimentali di ottimizzazione di prodotto e processo. Sono alcune delle misure per rilanciare il settore del porfido trentino (513 aziende, quasi 3 mila addetti) illustrate oggi presso il Polo tecnologico di Rovereto in un incontro con gli operatori organizzato dal Distretto del porfido e delle pietre trentine. “Con l’obiettivo – spiega Mariano Gianotti, presidente del Coordinamento del distretto – di stringere alleanze e collaborazioni tra aziende altrimenti destinate a pagare pesante dazio alla crisi economica”.

Incontro al quale hanno partecipato 150 persone, in gran parte operatori del settore e che, come ha ricordato Paolo Spagni , dirigente generale del Dipartimento Industria, Industria, Artigianato e Miniere della Provincia di Trento, intervenuto in qualità di moderatore, è servito anche per presentare i nuovi soggetti di riferimento. Al Coordinamento del distretto del porfido e delle pietre trentine si è infatti affiancata nel febbraio di quest’anno una nuova società, la Distretto del porfido e delle Pietre Trentine Srl, costituita da Trentino Sviluppo con Diego Laner quale amministratore unico, che dal 13 marzo scorso è stata riconosciuta dalla Provincia di Trento quale “soggetto idoneo” (ai sensi della legge provinciale n. 7/2006 sulle attività di cava) con funzioni di supporto al Coordinamento e agli uffici provinciali per la gestione e promozione dell’intero settore. «Un’iniziativa – ha sottolineato Paolo Mazzalai , presidente di Trentino Sviluppo – che rappresenta di fatto una novità nel panorama economico provinciale, sia perché il distretto delle pietre trentine è l’unico distretto in Provincia di Trento regolato da normativa specifica, sia per l’intervento diretto a supporto di un intero settore da parte di Trentino Sviluppo».
«La Provincia ha calato concretamente sul tavolo un insieme di misure delle quali anche le imprese del vostro settore hanno beneficiato, ma la crisi – ha ammonito Alessandro Olivi , assessore all’Industria, Artigianato e Commercio della Provincia di Trento - non si affronta solo con strumenti di emergenza ma anche con una forte visione di futuro. Perciò la nascita del Distretto è importante, perché potrà accompagnare le singole aziende in una serie di cose che si sono fatte poco in passato perché sono le meno facili da fare da soli: formazione, ricerca, cultura dell’aggregazione». «Da quando il Distretto è operativo - ha concluso l’assessore Olivi - abbiamo già visto dei primi segnali positivi in tal senso».
Un settore, quello del porfido e della pietra trentina, la cui produzione totale nel 2008 ha superato i 5 milioni di tonnellate, nel quale operano 513 aziende (tra estrazione, lavorazione e commercializzazione) che fatturano circa 380 milioni di euro e danno lavoro a quasi 3 mila dipendenti. Il solo comparto del porfido ha evidenziato nel 2008 una produzione pari a 1,59 milioni di tonnellate, con 108 aziende estrattive e 960 addetti.
«Crisi del mercato dell’edilizia, contrazione del valore aggiunto e difficoltà nei mercati esteri storici di riferimento per l’export, Germania ed Austria su tutti – ha evidenziato Mariano Gianotti – rendono tutt’altro che serene le previsioni per il futuro, già a partire dal 2009. L’anno scorso le aziende hanno estratto e lavorato facendo magazzino, ma se perdureranno le attuali difficoltà di commercializzazione è facile prevedere a breve significative contrazioni di fatturato con pericolose ripercussioni anche sui posti di lavoro».
«Per questo – ha sottolineato Gianotti – non possiamo oggi prescindere da decise azioni di sistema, da attività di sostegno alla cultura d’impresa, da una promozione pianificata gestita secondo una regia unitaria capace di fare sinergia anche con altri settori e prodotti dell’economia trentina».
Gianotti ha tuttavia evidenziato nel suo intervento come “il Distretto sia nato prima della crisi” richiamando gli operatori del settore (“il Distretto siete voi, siamo noi”) ad una maggiore attenzione verso le dinamiche del mercato. «Dovremo imparare – ha rilanciato Gianotti – a produrre meno e produrre meglio, forti di un impianto legislativo, quello della Provincia di Trento, all’avanguardia e di un patrimonio di professionalità unico che per secoli è stato tramandato con passione di padre in figlio».
Urgenza di azioni concrete, condivise e concertate alla quale ha risposto Diego Laner , amministratore unico della Distretto del Porfido e delle Pietre Trentine s.r.l., anticipando nel suo intervento misure e strumenti organizzati in cinque programmi di intervento. «Perché non dobbiamo dimenticare – ha sottolineato Laner – che il settore del porfido e delle pietre trentine rappresenta un’enorme ricchezza per il tessuto economico locale. Se nel caso ad esempio dell’industria metalmeccanica la materia prima viene in gran parte importata, la filiera delle pietre e del porfido, dall’estrazione alla commercializzazione, passando per le diverse fasi della lavorazione e la posa in opera, crea una catena del valore che i cui benefici economici rimangono esclusivamente in loco».
Perciò la Distretto del Porfido e delle Pietre Trentine s.r.l. ha redatto un piano di intervento che riguarda cinque ambiti:
1. Supporto allo sviluppo. In questo ambito è prevista la redazione di un codice etico di autodisciplina, un Osservatorio per la raccolta organizzata dei dati sensibili del settore e l’elaborazione di aggiornamenti e proiezioni funzionali alla gestione del mercato.
2. Apprestamento di spazi pubblici urbani e viabilità, in un contesto di tradizione, cultura ed abbellimento funzionale del territorio provinciale, misura che prevede accordi con gli enti locali per l’utilizzo della pietra “autoctona” e la caratterizzazione della viabilità nel rispetto della sicurezza e del contenimento dei costi di gestione.
3. Commercializzazione. Previste attività di promozione dei prodotti lapidei a livello locale, nazionale ed internazionale, la valorizzazione culturale e turistica dei bacini estrattivi e delle lavorazioni, l’analisi di ecocompatibilità dei prodotti.
4. Ottimizzazione di prodotto e organizzazione. Si avvieranno iniziative orientate alla qualità, alla ricerca di nuovi prodotti e nuove tecnologie; prevista anche la progettazione di un nuovo modello organizzativo del settore, con ipotesi di condivisione dei costi comuni.
5. Sostenibilità sociale, da ricercare attraverso studi, valutazioni e proposte per l’attivazione di interventi a favore dei lavoratori.

Un piano di intervento che verrà affinato nelle prossime settimane e che fa quindi riferimento ad alcune precise direttive d’azione: ricerca, tecnologie e innovazione; strategie di commercializzazione alla ricerca di nuovi prodotti e nuovi mercati; sinergie, accordi e collaborazioni tra imprenditori, alle quali appare sempre più legato il futuro di uno dei settori storici dell’industria trentina.

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