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Ok dall'Europa al regime transitorio per le concessioni delle cave pubbliche di porfido

05/05/2010
Conferenza stampa 5 maggio 2010 su concessioni cave porfido

Buone notizie per il comparto estrattivo trentino sul fronte delle concessioni per le cave pubbliche di porfido: l’Europa ha infatti promosso le recenti modifiche alla normativa provinciale, giudicandole compatibili con la disciplina sulla libera concorrenza ed archiviando una nuova procedura d’infrazione.

Lo ha annunciato stamane l’assessore Alessandro Olivi in occasione di una conferenza stampa di presentazione delle misure per il rilancio del settore del porfido e delle pietre trentine.

Definizione di un termine massimo di coltivazione che tenga conto degli investimenti effettuati dai parte dei singoli concessionari, anche per la sicurezza del lavoro, e del rapporto fra volume da coltivare all’interno del singolo lotto e ritmi di scavo degli ultimi cinque anni. Questo, in sintesi, quanto previsto dal “regime transitorio” per le concessioni delle cave pubbliche di porfido, introdotto dalla modifica all’art. 33 della legge provinciale n. 7 del 2006 (ad opera della “legge finanziaria provinciale 2010”) e dettagliato con la circolare che il 26 febbraio scorso Alessandro Olivi, assessore all’Industria, Artigianato e Commercio della Provincia autonoma di Trento, ha indirizzato ai sindaci dei comuni interessati. Un momento cruciale nel passaggio al nuovo ordinamento di settore, in quanto si tratta di stabilire la durata delle concessioni preesistenti, prima della definitiva apertura al mercato del comparto attraverso concessioni attribuite con il sistema delle aste pubbliche.
«La nuova disposizione, concordata attraverso incontri e una fitta corrispondenza con gli uffici della Commissione Europea e con il Dipartimento per le Politiche Comunitarie presso la Presidenza del Consiglio – osserva Alessandro Olivi , assessore all’Industria, Artigianato e Commercio della Provincia autonoma di Trento - persegue sostanzialmente due finalità: da una parte l’esigenza di garantire l’apertura al mercato delle concessioni in termini ragionevoli, dall’altra consentire la prosecuzione dell’attività in essere al fine di non scoraggiare gli investimenti aziendali e non determinare contraccolpi per l’occupazione in un periodo già molto difficile come l’attuale, ed inoltre evitare una selvaggia accelerazione dell’attività estrattiva che si avrebbe se le scadenze delle concessioni fossero troppo ravvicinate».
La Commissione, che già due anni fa aveva aperto una procedura di infrazione, poi archiviata, sull’attuale sistema delle concessioni del porfido, nel corso del 2009 era stata interessata da un ulteriore reclamo sulla medesima questione. Con una lettera del 21 aprile scorso è stato comunicato alla Provincia autonoma di Trento che la Commissione, considerata l’entrata in vigore della nuova disciplina, non procederà ad una nuova procedura d’infrazione. Il via libera al regime transitorio stabilizza perciò una situazione che rischiava di diventare pesante per i comuni interessati - principalmente quelli di Albiano, Baselga di Piné, Capriana, Cembra, Fornace e Lona Lases – ma anche per le prospettive di sviluppo e di lavoro delle imprese e degli operatori impegnati nell’attività estrattiva.

Per maggiori dettagli si veda il relativo comunicato stampa .

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