A Rovereto oltre 50 idee d’impresa. Parte ora la fase operativa
18/06/2009(d.m.) Dai componenti per pale eoliche alla gestione di una palestra, dal liutaio al Bed & Breakfast, dalla serra di piante tropicali alla logopedista. Sono oltre 50 le idee di carattere imprenditoriale emerse nella prima fase del percorso di animazione territoriale avviato il 20 aprile scorso dal team di Trentino Sviluppo in collaborazione con il Comune di Rovereto e le Circoscrizioni cittadine.
Sette incontri sul territorio (Sacco-S.Giorgio, Noriglio, Rovereto sud, nord e centro, Lizzana-Mori, Marco) al termine dei quali si sono tirate le somme nell’ambito di una serata, organizzata mercoledì 17 giugno presso il Polo tecnologico di Rovereto, alla quale hanno partecipato tra gli altri l’assessore provinciale Alessandro Olivi, l’assessore comunale Paolo Farinati, Michele Odorizzi (Consolida), Sergio Valentini (Ristoratori) e Gianni Benedetti (Artigiani e Piccole imprese), oltre a Patrizia Ballardini e Sergio Remi di Trentino Sviluppo.
A seguito degli incontri di animazione nel Comune di Rovereto, a cui hanno partecipato un centinaio di persone, sono state presentate a Trentino Sviluppo più di 50 idee di carattere imprenditoriale, alcune anche con funzione di integrazione del reddito familiare, nei settori più diversi: dall’artigianato, al turismo, alle iniziative nel sociale passando per commercio e servizi.
Il percorso di animazione imprenditoriale proseguirà ora, fin dalla prossima settimana, con cicli di tre incontri volti a far percepire l’importanza di pianificare la propria attività attraverso approfondimenti mirati su temi quali strategia d’impresa, amministrazione e finanza, job plan e verifica dei piani elaborati. Conclusa la fase di assistenza tecnica spetterà agli aspiranti imprenditori decidere, secondo le esigenze di ciascuno, se, come e quando avviare la propria attività. A quel punto partirà l’ultima fase di assistenza del team degli agenti di sviluppo: gli aspiranti imprenditori verranno accompagnati presso gli uffici provinciali o comunali e dalle associazioni di categoria presenti sul territorio per la necessaria richiesta di autorizzazioni, permessi, obblighi di legge, etc. dopo di che l’idea d’impresa, divenuta progetto d’impresa, potrà finalmente trasformarsi in una vera e propria attività produttiva o di servizio.
Dopo le esperienze avviate a partire dal 2006 nelle aree svantaggiate (Docup) interessando 150 comuni trentini - tra cui Giudicarie Esteriori, Val del Chiese, Bassa Valsugana e Primiero - il progetto di animazione territoriale affidato dalla Provincia a Trentino Sviluppo arriva quindi in città.
«Per noi si tratta di un’importante conferma – ha sottolineato Patrizia Ballardini
, consigliere delegato di Trentino Sviluppo – sulla bontà di un intervento che già tanti risultati ha prodotto nelle valli, con 2.185 persone coinvolte nelle attività formative, 229 partecipanti agli incontri di formazione sul piano d’impresa, ma soprattutto con i 484 progetti d’impresa elaborati e le 80 nuove aziende avviate in appena tre anni».
«Il percorso di animazione territoriale avviato a Rovereto - ha spiegato ancora Ballardini - è interessante anche perché cade in un particolare momento di evoluzione per l’economia trentina, costretta da una profonda crisi internazionale ad accelerare i processi di sviluppo verso diversi modelli di produzione del reddito ed anche verso un modo “altro” di fare impresa. Ciò significa che se qualche anno fa “mettersi in proprio”, diventare imprenditore, costituiva per lo più un’opportunità, oggi per molti è diventata una necessità».
«La nostra – ha detto Sergio Remi
, responsabile dell’Area animazione territoriale di Trentino Sviluppo - non è una semplice attività di sportello volta a fornire informazioni sulle opportunità legislative a sostegno della creazione di impresa, ma un intervento di imprenditorializzazione del lavoro che si propone di qualificare cultura e atteggiamenti dei soggetti locali rispetto ai temi del lavoro, dell’impresa e dello sviluppo territoriale, in relazione alle attuali dinamiche di trasformazione del sistema produttivo e del mercato del lavoro dove i concetti tradizionali di “posto fisso pubblico” e “assunzione a tempo indeterminato” appaiono profondamente messi in crisi».
Un intervento rivolto principalmente ai giovani, quindi, ma non solo, nella convinzione che per fare impresa non è necessario essere grandi ma servono piuttosto buone idee, tanta determinazione e reti che consentano una divisione sociale del rischio. Ed i giovani hanno risposto. «Infatti - ha sottolineato Claudio Filippi
, coordinatore del progetto per Trentino Sviluppo - l’età media dei partecipanti alle serate di animazione che hanno espresso interesse ad avviare una nuova attività è di 35 anni ed uno su tre (oltre il 33%) è donna, a riprova non solo della sempre maggiore dinamicità della componente femminile, ma anche della necessità di far fronte con intraprendenza ad una crescente difficoltà sotto il profilo professionale».
Per Paolo Farinati
, assessore alle Finanze, Industria, Artigianato, Lavoro del Comune di Rovereto «questi positivi riscontri alla prima parte del progetto, in una città come Rovereto in cui il benessere è sempre stato giocato sul concetto di impresa, fanno ben sperare sul fatto che la crisi economica che stiamo attraversando possa alla fine lasciarci anche delle opportunità: in termini di maggiore inventiva e intraprendenza imprenditoriale, di attenzione alle attività produttive legate ad uno sviluppo ecosostenibile».
E’ quindi toccato a tre testimoni, in rappresentanza di altrettanti settori dell’economia trentina, parlare con schiettezza agli aspiranti imprenditori senza nascondere problemi e difficoltà ma lasciando intravedere anche parecchie ragioni di ottimismo sul perché è bello fare impresa oggi. «L’impresa sociale, che mette al centro la cura alle persone, ha enormi potenzialità di crescita – ha osservato Michele Odorizzi, consigliere di Consolida – e la rete della cooperazione trentina assicura servizi e supporti adeguati per non far sentire solo chi si avvia a muovere i primi passi in questo settore».
«Rovereto e la Vallagarina devono crescere sotto il profilo dell’offerta turistica – ha osservato Sergio Valentini
, presidente dell’associazione ristoratori della Vallagarina e presidente regionale di Slow Food – e lo si potrà fare solo nella misura in cui gli operatori si rendono conto che è necessario innovare e fare rete tra strutture e con aziende di altri settori, agricoltura anzitutto, perché senza una strategia di filiera oggi non si va da nessuna parte».
«Riuscire ad avviare nuove imprese è fondamentale per una comunità – ha rilanciato Gianni Benedetti
, direttore dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento – rassicurando sul fatto che, come è emerso da una recente analisi di Confartigianato, il Trentino Alto Adige è la prima regione in Italia per l’efficacia delle misure volte a sostenere l’avvio di nuove aziende».
Ad incoraggiare i giovani non potevano mancare l’entusiamo e l’esperienza di un imprenditore che dell’innovazione ha fatto il proprio cavallo di battaglia. Flavio Merigo
, amministratore unico di Delta R&S, l’azienda insediata presso il Bic di Rovereto che fornisce guanti, paraschiena ed altri sistemi di protezione ai piloti del Motomondiale. «Non stancatevi di elaborare idee – ha detto Merigo - abbiate coraggio e sappiate che l’azienda è una “fabbrica aperta”, dove non ci sono orari e il coinvolgimento dei collaboratori e dei partner diventa strategico».
Chiusura dei lavori affidata ad Alessandro Olivi
, assessore all’Industria, Artigianato e Commercio della Provincia di Trento. «Crediamo molto in questo progetto ed in un approccio di questo tipo per la creazione di nuove imprenditorialità – ha ribadito Olivi – perché l’idea di comunità diffusa, non solo nel sistema cooperativo ma in tutto il tessuto economico trentino, è il nostro principale differenziale competitivo. E la crisi – ha concluso Olivi – da questo punto di vista può anche esser vissuta come un processo di rigenerazione economica che ci obbliga ad investire su quello che davvero può rappresentare un valore aggiunto per il sistema Trentino».




