Press room

Al BIC DAY la Regola di S. Benedetto incrocia le regole d'impresa

01/12/2010

(d.m.) – San Benedetto ha parlato al manager d’oggi. La Regola benedettina ha incrociato le regole d’impresa. Ecco “L’Ordine perfetto”, essenza del BIC DAY 2010. Una contaminazione inconsueta, un incontro tra due mondi solo all’apparenza contrapposti. Protagonisti oggi, mercoledì 1 dicembre, al Polo Tecnologico di Rovereto, padre Marco Mizza, classe 1964, priore dell’Abbazia di Vallombrosa, ed Alessandro Garofalo, ideatore della Giornata dell’innovazione.
Nell’occasione sono state presentate le otto aziende trentine “campioni nascosti” di innovazione “scovate” grazie al progetto europeo I3SME.

«Il BIC DAY – ha sottolineato Alberto Faustini nella sua introduzione - è per Trentino Sviluppo l’occasione per guardarsi dentro e guardarsi da fuori, guardare quello che si è fatto e guardare lontano. In questa trama c’è la stoffa delle persone che abbiamo incontrato negli anni su questo palco, la stoffa dei leader. Ma c’è anche una trama diversa, quella che tenteremo di tessere oggi». Una trama introdotta dalle note del maestro Stefano Raffaelli, frutto di una contaminazione tra antico e moderno, dove i canti gregoriani si incrociano con mondi e sonorità digitali.
Priore dal 1995, quindi “amministratore delegato” del monastero. E’ Marco Mizza , “primo tra pari” degli otto monaci che formano la comunità benedettina di Vallombrosa, in provincia di Firenze, 1.000 metri d’altitudine ed una storia che risale all’anno 1036, quando san Giovanni Gualberto, oggi patrono dei Forestali, si ritirò con alcuni compagni per vivere l'originario spirito della regola di S. Benedetto, dedicandosi alla preghiera, al lavoro, all'accoglienza dei pellegrini.
E’ luogo di silenzio, Vallombrosa, immerso in una foresta secolare, scelto negli anni da Giulio Andreotti e Romano Prodi, ma dove ogni giorno trovano ospitalità tante persone che cercano una luce per la propria vita, una mano tesa, una presenza di conforto. Ma l’Abbazia di Vallombrosa è anche luogo di lavoro, un’impresa che gestisce due “rami d’azienda”: una liquoreria e una foresteria, mentre la storica tipografia ha chiuso i battenti da pochi anni.
Eccolo, allora, il collegamento tra le Regola che S. Benedetto lasciò ai suo monaci nel VI secolo e la regola d’impresa. Tra i 73 capitoli della Regola benedettina si sono toccati alcuni punti sensibili. I temi del potere e del comando (“non si è capi ma si guida e si serve”), quello della meritocrazia (“ciascuno è utile a tutti secondo le proprie caratteristiche”) e della delega (“sia data con fiducia”), della puntualità e della disciplina, della povertà, della condivisione, della responsabilità verso il prossimo, ma anche le norme per l’accettazione dei fratelli (“in tempi di job sharing, stage e tirocini”) e il buon uso dei beni che ogni giorno ci sono affidati (“ciascun oggetto porta in se la persona che l’ha pensato e costruito”) .
«Vi auguro di conservare sempre l’umiltà dei novizi – ha concluso padre Marco Mizza -  che significa avere la giusta comprensione di ciò che si è e di ciò che si è capaci di fare, la giusta opinione di noi stessi».
«Questo BIC DAY chiude un ciclo durato sei anni – riconosce Alessandro Garofalo – e lo fa con un invito a guardarsi dentro, a guardare all’azienda per ciò che più conta, che non sono il mercato e il profitto, ma le persone che fanno l’impresa, le donne e gli uomini che ci lavorano».

Gli otto “campioni nascosti” di innovazione
C’è chi, la “linfa” dell’innovazione, la trae dal coinvolgimento dei propri collaboratori, chi la distilla assecondando le esigenze del cliente, e chi riesce a sincronizzarsi come pochi con le tendenze del mercato. Che sia dal basso o dall’alto, che la scintilla arrivi dai fornitori o dai clienti, l’innovazione dà sempre una marcia in più. Per questo il BIC DAY 2010, Giornata dell’innovazione, non poteva non accendere i riflettori su otto aziende trentine selezionate quali “campioni nascosti” di innovazione nell’ambito del progetto europeo I3SME, al quale hanno aderito per l’Italia la Provincia autonoma di Trento e la Provincia di Bologna. Operativamente l’iniziativa è stata seguita da Trentino Sviluppo e Ceii Trentino.
«Questi che menzioniamo oggi – ha sottolineato Paolo Spagni , Dirigente del Dipartimento Industria, Artigianato e Miniere della Provincia autonoma di Trento – sono rappresentanti meritevoli di tanti altri campioni, e se talvolta sono nascosti è perché la comunità trentina non riesce a vederli. Abbiamo molta innovazione che freme dentro le nostre imprese, ed è il cemento che sorregge le nostre possibilità di superare questo momento e sul quale fondare le possibilità di crescita futura».
Eccoli, allora, gli otto “Hidden Champions” (“campioni nascosti”), scelti tra un centinaio di imprese trentine coinvolte nel progetto per la loro spiccata capacità di generare innovazione: Rotaliana di Mezzolombardo, che produce sistemi di illuminazione; Cogito, insediata nel Polo Tecnologico di Rovereto, si occupa di analisi semantica; Tama sta in val di Non, a Mollaro, e produce impianti filtranti; Sant’Orsola, cooperativa di Pergine, leader nella produzione  e commercializzazione dei piccoli frutti; Porfidi International di Civezzano; Almax di Mori  costruisce matrici ed attrezzature per l’estrusione; Innova produce nel BIC di Pieve di Bono sistemi per la climatizzazione dell’aria; infine Infomusic, con sede a Trento, che si occupa di informatica, multimedia e sicurezza dei dati.
Partito nel settembre 2009, il progetto I3SME, sigla che sta per Introducing Innovation Inside SMEs, è finanziato dal Programma di cooperazione territoriale Area Centro Europa dell’Unione Europea e al quale hanno partecipato nove partner in rappresentanza di sei diverse nazioni europee: Italia, Austria, Germania, Ungheria, Polonia e Slovenia.
Oltre 800 le aziende che hanno aderito al progetto I3SME in tutta Europa, 100 quelle trentine.
Obiettivo dell’iniziativa è stato quello di agire sulla capacità di innovare delle piccole medie imprese per migliorarne la forza competitiva sul mercato. Finalità raggiunta non solo facendo una fotografia del posizionamento competitivo delle aziende coinvolte, ma anche confrontandole e misurandole con realtà dello stesso settore operanti nei vari paesi interessati.
L’attività delle aziende interessate da I3SME è stata analizzata nel dettaglio dai facilitatori di innovazione: 16 esperti (due per ogni organizzazione partner, tra cui Trentino Sviluppo), appositamente formati attraverso training a livello europeo. In particolare, sono stati considerati parametri relativi all’organizzazione interna (pianificazione strategica, gestione dei processi, delle risorse umane, ecc.), alla performance ed ai processi chiave per la generazione di innovazione, non solo dal punto di vista tecnologico ma anche manageriale, di prodotto e di mercato. E’ proprio sulla capacità di generare innovazione che è stata realizzata un’attività di analisi per identificare le pratiche migliori, da diffondere e trasferire come stimolo tra le varie aziende.

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