Cento nuove microimprese con l'Animazione imprenditoriale
24/03/2010(d.m. e p.p.) Una gastronomia che abbina piatti tipici trentini e sardi ed un’agenzia per servizi di pubblicità via sms. Queste le due imprese valorizzate oggi, mercoledì 24 marzo, da Trentino Sviluppo come “100ª partita Iva” aperta grazie al progetto di animazione imprenditoriale. Sono trascorsi quasi cinque anni da quando il team di agenti di sviluppo ha avviato, a partite dalle zone marginali del Trentino, i primi percorsi di sostegno all’autoimpiego. Ad oggi sono state organizzate 174 serate di formazione in altrettanti comuni trentini, alle quali hanno partecipato quasi 2.400 persone, 180 i piani d’impresa elaborati, 100 appunto le imprese avviate.
I due imprenditori ai quali è stato assegnato il riconoscimento, Ada Rosa Balzan, 34 anni, e Gian Franco Mulas, 39 anni, hanno da poco aperto partita Iva, e quindi avviato un’attività in proprio, grazie anche al supporto e all’accompagnamento garantito dal team di Trentino Sviluppo.
«L’Area animazione territoriale – ricorda Patrizia Ballardini
, consigliere delegato di Trentino Sviluppo - è nata nel 2005 con l’obiettivo di accompagnare i territori periferici in un percorso di sviluppo imprenditoriale, a partire da una visione che vede la promozione dell’autoimrpenditorialità quale strumento centrale della politica di sviluppo della montagna. Questa iniziativa fa parte dell’insieme di attività “soft” che affiancano le operazioni di Trentino Sviluppo mirate per dare liquidità alle aziende attraverso interventi immobiliari e partecipativi. Quando siamo partiti c’era scetticismo, per questo abbiamo scelto inizialmente un approccio sperimentale, che oggi è invece più strutturato sia in termini organizzativi che di metodo. Abbiamo dimostrato con i fatti che per fare impresa ed avere successo non è necessario essere grandi, servono piuttosto buone idee, tanta determinazione, passione e delle reti che consentano una divisione sociale del rischio».
«I risultati del progetto – spiega ancora Ballardini - dimostrano anche che i trentini, ed in particolare i giovani, se adeguatamente stimolati e supportati, possono essere propensi a rischiare in un’attività in proprio, preferendola al posto fisso, magari provinciale. Anche nelle aree cosiddette marginali ci sono idee imprenditoriali, c’è voglia di mettersi in gioco, di scommettere su attività gestite in proprio, anche se di piccole dimensioni o intese come integrazione al reddito familiare e per questo le due attività che oggi simbolicamente valorizziamo vogliono rappresentare un forte segnale di fiducia in un momento ancora non facile per l’economia».
Salgono quindi a 100 le attività che, a meno di cinque anni dall’avvio del progetto di animazione imprenditoriale, Trentino Sviluppo ha contribuito a far nascere attraverso un intervento di animazione imprenditoriale e, innanzitutto, culturale, che si propone di qualificare cultura e atteggiamenti dei soggetti locali rispetto ai temi del lavoro, dell’impresa e dello sviluppo territoriale.
«Il nostro non è un intervento di sportello o finalizzato esclusivamente alla creazione di impresa», spiega Sergio Remi
, coordinatore del Progetto e anima di un team che nel tempo ha raddoppiato le proprie forze, passando da quattro ad otto persone. «Quello che vogliamo fare – continua Remi - è accompagnare il processo economico che stiamo vivendo e che sta mettendo in crisi i meccanismi tradizionali di accesso al mercato del lavoro. Vogliamo supportare un processo di imprenditorializzazione del lavoro in cui la creazione di impresa è solo una ricaduta, il risultato finale più tangibile ma non l’unico, perché anche chi oggi sceglie un lavoro alle dipendenze è chiamato ad interpretarlo con uno spirito di iniziativa e di intraprendenza tipico dell’autoimpiego».
Remi ha poi illustrato nel dettaglio come è organizzato un percorso di animazione imprenditoriale – dalle serate informative ai corsi, dall’elaborazione del job plan all’accompagnamento finalizzato all’avvio dell’attività - sottolineando il forte radicamento al territorio. A partire dai sindaci “…essi stessi, spesso, imprenditori di comunità”.
Un ruolo confermato da Massimo Fasanelli
, primo cittadino di Pomarolo, uno dei comuni coinvolti nell’ultimo percorsi di animazione imprenditoriale da poco concluso. «Un ruolo fondamentale quello di Trentino Sviluppo per mettere in circolo le idee e la voglia di mettersi in proprio – spiega Fasanelli – che nel nostro caso è coinciso ad esempio con l’idea di attivare un’esperienza imprenditoriale di servizi alla persona che ora stiamo cercando di finalizzare».
Questo è il progetto di animazione imprenditoriale promosso da Trentino Sviluppo in 174 comuni trentini, realizzando altrettante serate dedicate al senso e alle modalità del “fare impresa” che hanno coinvolto 2.359 persone (età media 36 anni; 48% donne). Altri numeri significativi sono le 606 idee di impresa presentate, le 80 giornate di formazione, i 180 piani di impresa elaborati con il supporto degli esperti di Trentino Sviluppo, 100 dei quali si sono concretizzati nell’apertura di una vera e propria partita Iva, quindi nel sostanziale avvio dell’attività.
Cento micro-attività radicate al territorio tra le quali c’è davvero un po’ di tutto: dal centro estetico al salone di parrucchiera, dall’asilo nido privato al Bed&Breakfast, dall’affittacamere alla coltivazione di erbe officinali, dallo studio naturalistico all’ufficio tecnico specializzato in energie rinnovabili, dal servizio di toelettatura cani all’allevamento di pappagalli, dal servizio pubblicitario via sms alla gastronomia tipica trentina e sarda.
Cento realtà imprenditoriali nate dall’incontro di più esigenze. In primo luogo quelle personali, che hanno spinto l’imprenditore ad elaborare un Job Plan, una sorta di piano della professione, in cui convergono elementi diversi, legati talvolta all’esperienza lavorativa precedente o più spesso ad una necessità di realizzazione personale. In seconda battuta l’impresa prende forma costituendosi quale risposta a un’esigenza o ad un’opportunità rilevata sul territorio e perciò in grado di rispondere ai bisogni della comunità. In terzo luogo nasce da una competenza personale che prescinde da specifiche esigenze del territorio inserendosi dentro un contesto di mercato extraregionale, talora perfino internazionale. A queste esigenze nell’ultimo anno, caratterizzato dal periodo negativo di congiuntura economica, se ne è aggiunta una quarta: quella di trovare una soluzione al problema della disoccupazione, della cassa integrazione o della mobilità.
Informazione e coinvolgimento: il modello di animazione imprenditoriale
Il processo di assistenza a chi vuole avviare un’attività, o a chi semplicemente ha un sogno imprenditoriale nel cassetto e vuole valutarne la fattibilità, inizia solitamente con degli incontri serali nei comuni in occasione dei quali, tramite appositi questionari, viene censita la domanda di imprenditorialità. Vengono poi organizzati dei colloqui individuali sul territorio con gli aspiranti imprenditori per verificare nei singoli casi l’effettiva motivazione alla base della “voglia d’impresa”, a cui fanno seguito gli incontri di assistenza tecnica all’elaborazione del “job plan” (non un classico business plan) per far percepire l’importanza di pianificare la propria attività attraverso approfondimenti mirati su temi quali strategia d’impresa, amministrazione e finanza, verifica dei piani elaborati e feedback. Conclusa la fase di assistenza tecnica tocca agli aspiranti imprenditori determinare, secondo le specifiche esigenze di ciascuno, se, come e quando decidere di avviare la propria nuova attività. Solo a quel punto parte l’ultima fase di assistenza del team di agenti di sviluppo, quella del cosiddetto “accompagnamento”: gli aspiranti imprenditori sono accompagnati presso gli uffici provinciali o comunali e dalle associazioni di categoria presenti sul territorio per la necessaria richiesta di autorizzazioni, permessi, obblighi di legge, etc.
I numeri di quasi cinque anni di attività
L’attività di animazione territoriale ha coinvolto ben 174 comuni del Trentino a partire dal 2005. Nello specifico vi hanno partecipato tutti i comuni obiettivo 2 e phasing out del periodo di programmazione 2000-2006, parte dei comuni della Valle delle Giudicarie e della Val Rendena, della Val di Sole, parte dei comuni della Vallagarina fra cui Rovereto e le sue circoscrizioni.
La condivisione del progetto di animazione da parte di questi territori è scaturita principalmente da due istanze: da un lato la forte domanda di auto-imprenditorialità manifestata dai rappresentanti comunali e dallo stesso tessuto sociale, spinto in tal senso anche dell’attuale congiuntura economica negativa; dall’altro dalla presenza, ad esempio nel caso della Val di Sole o nelle Giudicarie, di un progetto territoriale che chiedeva di essere supportato da azioni di stimolo alla domanda di creazione d’impresa.
Dopo un’adeguata attività di “ricerca-azione” per verificare le opportunità e le criticità imprenditoriali dei territori, l’azione si è sviluppata a livello dei singoli comuni. La fase di confronto con la popolazione, avvenuta in 174 incontri serali organizzati nelle diverse realtà comunali, ha coinvolto 2.359 persone.
Sono state presentate, attraverso la compilazione di un questionario valutativo, 606 idee di business che hanno sfiorato tutti i settori economici; sono seguiti 669 colloqui individuali volti ad approfondire le reali aspirazioni e competenze del richiedente nonché a rispondere alle sue specifiche esigenze.
Da qui il percorso di affiancamento, attraverso gli strumenti e le competenze messe a disposizione da Trentino Sviluppo: le 341 persone interessate sono state coinvolte in un percorso serale di formazione (complessivamente 80 serate) volto ad approfondire determinate tematiche ed elaborare il proprio job plan, un documento scritto e organizzato contenente tutta una serie di informazioni utili a preparare la nascita della nuova attività professionale e d’impresa, cercando se non di ridurre almeno di prevedere gli insiti margini di rischio propri di un’attività di autoimpiego. I job plan elaborati sono stati 180 ed hanno contribuito a far nascere e crescere 100 nuove micro-imprese trentine.
L’età media dei cento nuovi “imprenditori di sé stessi” è di 36 anni, mentre la suddivisione per genere è pressoché pari: 52% maschi, 48% femmine. Significativo il dato sui disoccupati che mostra un trend in crescita: il 23% di chi ha avviato una nuova attività in proprio nel 2009 non aveva un lavoro o ha perso una precedente occupazione.
Ecco, in sintesi, alcuni numeri significativi dei percorsi di animazione imprenditoriale:
L’ANIMAZIONE IMPRENDITORIALE NEL PERIODO MAGGIO 2005-MARZO 2010
N. serate di animazione territoriale 174
N. partecipanti alle serate di animazione territoriale 2359
N. idee di impresa presentate 579
N. partecipanti ai colloqui 662
N. giornate di formazione 80
N. partecipanti alle serate di formazione 341
N. piani di impresa elaborati 180
N. imprese avviate, o che hanno beneficiato dei servizi di Trentino Sviluppo per la diversificazione del business 100
L’ANIMAZIONE IMPRENDITORIALE NEL 2009
N. serate di animazione territoriale 23
N. partecipanti alle serate di animazione territoriale 338
N. idee di impresa presentate 167
N. partecipanti ai colloqui 138
N. giornate di formazione 12
N. partecipanti alle serate di formazione 146
N. piani di impresa elaborati 41
N. di incontri di assistenza tecnica organizzati con enti, servizi provinciali, associazioni di categoria, ecc. 44
N. imprese avviate 7
N. imprese già esistenti che hanno beneficiato dei servizi per la diversificazione del business 13
Vuoi avviare un’attività?
Vuoi avviare un’attività o verificare la fattibilità di una tua idea imprenditoriale? Puoi contattarci direttamente dal sito internet www.trentinosviluppo.it alla sezione contatti e compilando l’apposito modulo, oppure telefonando al numero 0464.443111.
Prossimamente … Il prossimo percorso di animazione imprenditoriale prenderà avvio nella Piana Rotaliana nel periodo compreso tra fine aprile ed inizio maggio 2010.
LE DUE IDEE DI IMPRESA CHE HANNO FATTO… CENTO!
Un’agenzia per servizi pubblicitari via sms e una gastronomia tipica trentina e sarda sono le due attività numero 100 e 101 che Trentino Sviluppo ha aiutato a nascere. La grande voglia di mettersi in gioco, la passione per un settore in cui si è maturata nel corso degli anni una grande esperienza, la mancanza di un servizio di “quel tipo” sul territorio, sono gli elementi che hanno spinto Ada Rosa Balzan e Gian Franco Mulas a mettersi in gioco aprendo una propria attività.
P.Iva n.100 - “Leader Mobile”: la pubblicità corre via sms
Si chiama Ada Rosa Balzan, ha 34 anni ed è laureata in sociologia, con master in marketing e comunicazione. Ha lasciato il posto fisso per realizzare il suo sogno: quello di avviare un’attività tutta sua, da gestirsi autonomamente, in sintonia con il percorso di studi effettuato. E’ così che a gennaio 2010 Ada ha deciso di fare il grande passo: quello di aprire a Rovereto un’attività specializzata nella fornitura di servizi di marketing e comunicazione mobile sui telefoni cellulari. Mission dell’attività: aumentare visibilità e fatturato delle aziende attraverso un servizio a basso costo, flessibile e che permette di instaurare una soluzione diretta con il cliente/utente. Le iniziative di comunicazione basate sull’utilizzo degli sms possono essere molteplici: dalla segnalazione di offerte speciali alla realizzazione di vere e proprie campagne pubblicitarie di specifici prodotti/servizi.
«L’aiuto di Trentino Sviluppo è stato fondamentale - spiega Ada Rosa Balzan – in quanto lo staff di animazione imprenditoriale mi ha seguito in tutto l’iter necessario per aprire un’attività. Mi ha aiutato in primis a verificare la fattibilità della mia idea imprenditoriale, ad elaborare un piccolo business plan, e mi ha messo in contatto con un funzionario provinciale per avere delle informazioni sulla possibilità di accedere o meno ai finanziamenti. Ma soprattutto mi è stato vicino psicologicamente: avviare un’attività non è semplice ed avere qualcuno a fianco che ti consiglia e ti indirizza è fondamentale. Ti senti meno sola e più preparata a prendere delle decisioni».
P.Iva n.101 - “Assaporando”, tra canederli e malloreddus
Anche Gian Franco Mulas, 39 anni, dopo anni di esperienza lavorativa nel settore della grande distribuzione organizzata, trasferitosi dalla Sardegna in Trentino per motivi familiari ha deciso di fare il “grande passo”. A gennaio 2010 nasce “Assaporando”, una gastronomia take-away specializzata nella produzione di piatti tipici nazionali ma anche sardi - dal culurgiones ai malloreddus - assolutamente inedita per la città di Rovereto. Grande attenzione per le tradizioni locali, ma anche per quelle del luogo d’origine, accurata scelta delle materie prime per una produzione “a chilometro zero” e amore per il proprio lavoro sono solo alcuni degli “ingredienti” dell’attività di Gian Franco che in questi giorni sta ultimando i preparativi al locale di piazza Malfatti, lungo l’asse Mart-Casa Depero, così da poter alzare le serrande entro il prossimo maggio.
«Sono venuto a conoscenza di questo servizio di Trentino Sviluppo - spiega Gian Franco Mulas - grazie ad una serata informativa organizzata a Rovereto. Ho seguito tutto il percorso, dalla partecipazione alle serate di formazione, all’assistenza nell’elaborazione del job plan. Ma l’aiuto per me più importante è stato l’affiancamento che ho ricevuto in tutto l’iter autorizzativo. Non è semplice muoversi nei meandri della burocrazia. E lo staff di Trentino Sviluppo mi ha indicato quei contatti che potevano darmi delle informazioni chiare e precise, utili all’avvio della mia attività. E’ stato davvero fondamentale, in questo modo ho evitato di passare da un ufficio all’altro senza magari concludere niente».




