Il 64% dei progetti fallisce. I consigli del project manager per fare centro
11/02/2010 Il 64% dei progetti fallisce. I consigli del project manager per fare centro(d.m.) I numeri parlano chiaro: il 64% dei progetti falliscono. In azienda, sul lavoro, nello studio, nella vita familiare. Per questo è importante imparare a gestire un progetto. Perché, in fondo, “siamo tutti project manager”. Oltre 130 partecipanti al seminario che ha inaugurato la serie 2010 degli incontri informativi e formativi organizzati da Trentino Sviluppo, in quest’occasione d’intesa con Tis Innovation Park di Bolzano, nell’ambito del percorso “Cultura d’impresa e innovazione”.
“Project management”. Un tema di grande interesse quello scelto per il primo seminario dell’anno, che nella serata di giovedì scorso ha riempito Sala Piave presso il Polo tecnologico di Rovereto e che avrà sicuramente un seguito. Dai questionari distribuiti è infatti emerso che 9 partecipanti su 10 sono interessati ad approfondire il tema partecipando nei prossimi mesi ad un corso più strutturato. Trentino Sviluppo sta quindi organizzando un percorso formativo specifico su tale tematica rivolto in particolare agli imprenditori e a chi aspira ad avviare un’attività di lavoro autonomo.
«Un insieme di proposte formative dal taglio molto operativo – ha spiegato Patrizia Ballardini, consigliere delegato di Trentino Sviluppo – che nel 2009 hanno raccolto oltre 2.500 adesioni e contiamo, quest’anno, di fare ancora meglio. Con l’obiettivo di contribuire a rendere le aziende trentine più competitive, in un contesto sempre meno facile, e stimolare l’attitudine all’innovazione. Tra le varie iniziative abbiamo previsto una decina di seminari e momenti di confronto con taglio operativo, dove ad esperti esterni con competenze nazionali ed internazionali affiancheremo imprenditori che raccontano la propria storia. L’intento è quello di mettere in connessione le piccole e medie imprese trentine con tecniche e strumenti di ricerca molto evoluti, gli stessi utilizzati dalle multinazionali, che se opportunamente calibrati possono risultare molto efficaci anche su aziende di piccole dimensioni».
È toccato a Marcello Patrese, da oltre 17 anni consulente e formatore esperto nelle tecniche di project management in diversi settori, dall’aeronautico al bancario, dal farmaceutico alla pubblica amministrazione, introdurre il tema al cento del confronto.
«Il mondo in cui operano le aziende - osserva Patrese - diventa sempre più complesso. La chiave della competitività sta nell’essere focalizzati sugli obiettivi strategici e nel riuscire a tradurli in risultati tangibili. Perciò il progetto è un mezzo naturale per le aziende per gestire le molteplici dimensioni di ogni iniziativa in modo ordinato e ripetibile».
Patrese ha quindi presentato dei dati di un’indagine condotta tra le piccole e medie imprese, secondo i quali, nelle aziende private che non utilizzano il project management, solo il 29% dei progetti rispetta i tempi, il 50% incorre in modifiche significative alla programmazione o al budget, nel 20% dei casi manca qualsiasi obiettivo di budget.
Il project management è perciò un buon antidoto all’improvvisazione. «E’ la disciplina dell’eseguire – spiega Patrese – che collega la strategia alle prestazioni attraverso un processo sistematico di pianificazione, riesame e feedback».
Alla teoria e tecnica del project management si è orientato l’intervento di Moreno Muffatto, docente presso il Dipartimento di innovazione meccanica e gestionale dell’Università degli Studi di Padova. «I progetti sono sempre più importanti - ha sottolineato Muffato - perché è sempre più rilevante l’innovazione. I trends del mercato vedono le aziende impegnate in una competizione che è oggi globale e si gioca sui concetti di accelerazione e dematerializzazione che spostano il confronto dalle risorse fisiche alla conoscenza». Dalla costruzione di un aeroporto alla realizzazione di un software, dall’introduzione di un nuovo farmaco al lancio di una campagna pubblicitaria, un progetto è uno sforzo temporaneo intrapreso per creare un prodotto o servizio unico. Per questo il project management non si improvvisa ma rappresenta una fondamentale innovazione organizzativa dentro l’azienda. «Anche se - osserva Muffato - la cultura dell’organizzazione spesso non è preparata a questo tipo di innovazione».
Parola alle aziende, nella parte conclusiva del seminario. Una trentina, il Centro Ricerche FIAT, ed una altoatesina, la Röchling Automotive. Silvio Antonioni, del Centro Ricerche FIAT, ha spiegato come nasce un progetto di ricerca soffermandosi in particolare sulle tecniche di “problem solving”, mentre Silvio Di Capua (Röchling) ha portato la propria esperienza di project manager, ovvero di “imprenditore del progetto”, dove diventa fondamentale instaurare e consolidare un’interfaccia primaria tra azienda e cliente ma anche rispettare precisi vincoli di costi, qualitá, quantitá e tempistica definiti a priori con il cliente.




