Iniezione di risorse per la MABE di Ossana: siglato il leaseback
06/05/2011(d.m.) – Liquidità per uscire da una congiuntura economica non favorevole, sostegno nella delicata fase di passaggio generazionale, sicurezza per i 16 lavoratori che vedono così “garantito” il proprio posto di lavoro per i prossimi cinque anni. Questi gli effetti attesi dall’operazione di lease-back da 783 mila euro siglata da Trentino Sviluppo e MABE di Fucine di Ossana, in val di Sole, azienda specializzata nella fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici. L’acquisto e la successiva cessione in leasing di parte dell’immobile di Fucine sono stati decisi dalla Provincia autonoma di Trento e concretizzati da Trentino Sviluppo nell’ambito del proprio Piano triennale di attività. Un intervento rilevante perché sostiene una piccola azienda localizzata in un territorio periferico, dove fare impresa non è facile.
L’atto di compravendita ed il contestuale contratto di leasing riguardano una porzione dell’immobile che ospita le attività produttive di MABE. L’operazione è stata siglata da Giovanni Bezzi, legale rappresentante di MABE Snc, e da Diego Laner, consigliere delegato di Trentino Sviluppo, ed è stata accompagnata dall’Accordo aziendale sottoscritto dall’Assessore all’industria, artigianato e commercio della Provincia di Trento Alessandro Olivi
, nel quale la ditta si impegna al rispetto di precisi vincoli occupazionali, al mantenimento dell’attuale assetto societario e alla presenza sul territorio trentino. «Un intervento – spiega Olivi – che dimostra la volontà della Provincia di Trento di sostenere il tessuto industriale facendosi carico di stimolare, e se del caso anche irrobustire, la presenza di esperienze manifatturiere in grado di presidiare le valli dando opportunità di lavoro anche in periferia. Purché, ovviamente, si tratti di aziende che dimostrino di avere la possibilità di ottenere buoni risultati, sia sotto il profilo economico che per quanto riguarda il rapporto con il territorio».
«Nel disegno di legge che la Giunta provinciale porterà entro l’estate all’attenzione dell’Aula – spiega Olivi - c’è uno specifico articolo destinato al riequilibrio territoriale. E’ importante che il Trentino abbia una rete di imprese che si sviluppi sull’intero territorio provinciale, presidiando anche le zone periferiche. E la Valle di Sole ha in sé la capacità di mantenere questa vocazione multisettoriale. Perciò l’intervento su MABE è importante e rappresenta un segnale forte: per noi un’azienda manifatturiera che sta in cima ad una valle è importante quanto l’impresa che sta a Trento o Rovereto».
«Un’operazione – sottolinea Diego Laner
, consigliere delegato di Trentino Sviluppo – che garantisce, congiuntamente con l’apporto anche di altri operatori locali, la necessaria liquidità alla società per perseguire i programmi di consolidamento e sviluppo aziendale. Da non sottovalutare al riguardo che la società sta operando in un contesto di passaggio generazionale ed è impegnata nella ricerca di nuovi clienti, al fine di razionalizzare e diversificare la propria produzione. L’intervento di Trentino Sviluppo supporta quindi le strategie della società e dovrebbe consentirle di superare il particolare momento congiunturale».
MABE, fondata nel 1973 da Giovanni Bezzi, è un’azienda familiare che si occupa di avvolgimenti per conto terzi di statori per motori elettrici. L’applicazione principale riguarda i motori elettrici sommersi per pozzi artesiani (da 0,37 Kw a 400 Kw). La congiuntura sfavorevole internazionale, ed in particolare la crisi nel settore meccanico, hanno portato MABE ad una contrazione degli ordinativi e ad un aumento dei costi di produzione, con conseguente riduzione del fatturato, di fatto quasi dimezzato negli ultimi due anni, e comunque in ripresa nel 2010. Il lease-back di Trentino Sviluppo interviene proprio a supporto di questa fase, rappresentando un’iniezione di liquidità fondamentale per consolidare i piani di sviluppo industriale e le strategie aziendali di uscita dalla crisi. MABE, da parte sua, si impegna a riacquistare l’immobile in 18 anni, versando dei canoni semestrali, e a garantire il mantenimento di 16 unità lavorative annue nel quinquennio 2011-2015.




