Trentino Sviluppo apre alla finanza privata
20/12/2010(d.m.) – “AAA partner finanziari cercansi per formazione ed accompagnamento di iniziative imprenditoriali valide e partecipazioni in aziende promettenti”. Potrebbero essere queste poche parole a sintetizzare le diciotto pagine dell’Avviso pubblico per la costituzione di un elenco di partner finanziari emesso da Trentino Sviluppo. Un bando che dà applicazione agli “Indirizzi” approvati nell’agosto scorso dalla Giunta provinciale e che recepisce - per la prima volta con tanta evidenza - il principio del “private equity” negli interventi finanziari di Trentino Sviluppo. La società, braccio operativo della politica economica della Provincia autonoma di Trento, non sarà quindi più l’unico erogatore (pubblico) di capitale di rischio, dovendo associare i propri interventi al co-finanziamento da parte di capitali (privati) provenienti da società advisor, fondi di investimento, finanziarie, istituti di credito e altri. Che per rispondere alla chiamata, cioè aderire al bando, avranno tempo fino al 7 febbraio prossimo.
«Si apre così - sottolinea Alessandro Olivi
, assessore all’Industria, Artigianato e Commercio della Provincia autonoma di Trento - una stagione di maggior protagonismo da parte dei soggetti privati, che nel disegno della Giunta provinciale dovranno da un lato garantire che Trentino Sviluppo nelle proprie scelte di investimento adotti la logica dell’investitore privato, facendo quindi fruttare al meglio le risorse pubbliche, e dall’altro favorire il rafforzamento patrimoniale delle imprese che rappresenta uno degli assi portanti nella strategia di uscita dalla crisi».
«Tra le diverse iniziative di Trentino Sviluppo - spiega Diego Laner
, consigliere delegato - particolare rilievo assumono le partecipazioni societarie, ad oggi in 38 iniziative imprenditoriali locali, che hanno contribuito a mantenere e sviluppare il sistema economico trentino. Ora tuttavia, alla luce dei nuovi orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato, oltre che a seguito della necessità di qualificare la spesa pubblica, questa modalità non potrà più essere l’unica e, alla lunga, nemmeno la principale».
Gli “Indirizzi per gli interventi effettuati da Trentino Sviluppo Spa”, approvati dalla Giunta provinciale il 5 agosto scorso, prevedono infatti tre distinti canali di intervento:
a) direttamente da parte di Trentino Sviluppo, secondo la cosiddetta “logica dell’investitore privato”, cioè partecipazione in imprese non decotte, con prospettive di redditività attuale o futura;
b) attraverso un fondo di investimento (uno dei cosiddetti “fondi mobiliari chiusi”);
c) attraverso una società d’investimento.
In questi due ultimi e nuovi strumenti la finanza pubblica dovrà combinarsi in modo almeno paritario con la finanza privata e i partner (gestore del fondo o socio della società) dovranno essere scelti con procedura ad evidenza pubblica.
Nel primo caso, invece, cioè la partecipazione diretta, che è la modalità utilizzata fino ad oggi, la combinazione con finanza privata non è obbligatoria, ma Trentino Sviluppo, prima di intervenire, è comunque tenuta a sondare periodicamente la presenza sul mercato di eventuali investitori interessati ad una o più partecipazioni societarie assieme alla stessa Trentino Sviluppo.
Il bando emesso da Trentino Sviluppo, per aderire al quale c’è tempo fino alle ore 17.30 di lunedì 7 febbraio 2011, non riguarda il nuovo fondo di “private-equity”, la cui costituzione verrà esaminata nel corso del prossimo anno, ma si pone un duplice obiettivo. Da un lato mira a reperire fondi finanziari privati per investimenti nel capitale di società che operano o che intendono operare sul territorio trentino, creando così una leva finanziaria in grado di potenziare l’intervento pubblico. Dall’altro si vuole offrire alle aziende la possibilità di un percorso di accompagnamento che permetta una crescita dell’idea imprenditoriale sin dall’avvio dell’attività (compreso, qualora possibile, il finanziamento) e fino al suo consolidamento.
Per questo l’elenco che si andrà costituendo a seguito del bando avrà due sezioni - “Partecipazioni” e “Formazione/tutoraggio” - alle quali un soggetto privato potrà chiedere di aderire singolarmente o ad entrambe. Potranno farlo società advisor che accompagnano gli imprenditori nell’elaborazione del progetto di impresa e nella messa a punto del piano industriale, purché dotate di determinati requisiti di competenza, esperienza e professionalità, o società con capacità di investimento, come ad esempio investitori privati che operano a livello personale (business angel, industriali, etc.) e a livello associato (Business Angel Network), fondi di investimento (private equity, fondi di fondi, etc.), istituti di credito, fondazioni, società finanziarie, altri soggetti ed investitori qualificati.
Questa nuova impostazione “contamina” anche le residue ipotesi di partecipazione diretta nelle imprese da parte di Trentino Sviluppo, rigorosamente circoscritte alla “logica dell’investitore privato”. Dodici, in particolare, le prescrizioni richiamate nell’allegato al bando, tra cui la sostenibilità economica attuale o prospettica del Piano industriale dell’iniziativa che si intende supportare, la sua significatività dal punto di vista occupazionale, la previsione di precise modalità di riscatto della partecipazione pubblica, l’assunzione di partecipazione comunque sempre minoritaria, la valutazione preferenziale di progetti che prevedono la collaborazione tra almeno due imprese, così come per quelli caratterizzati da un elevato grado di sostenibilità sociale ed ambientale o che manifestano significativi elementi di innovazione.
L’avviso pubblico nella sua versione integrale è consultabile all’indirizzo web www.trentinosviluppo.it nella sezione “Bandi e appalti”
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