Dipileg Srl

Dipileg Srl

Intervento: azienda incubata dal 2006 nel BIC di Borgo Valsugana; utilizzo del “fondo impianti” di Trentino Sviluppo per l’acquisto dei macchinari di produzione.

Un’idea innovativa a volte può nascere davvero dall’osservazione della realtà e da una necessità elementare come quella di poter consumare uno yogurt fuori casa, senza doversi ricordare di portare il cucchiaino. Ad Alessio Costa questa intuizione l’hanno fatta venire i suoi quattro figli e le tante volte nelle quali si è trovato ad organizzare una merenda all’aperto. È da questa idea che è nata Dipileg, assieme ad una particolare passione per “le macchine” e i processi produttivi sviluppata in anni “insospettabili” durante i quali Costa lavorava come promotore finanziario.

Quando è nata Dipileg?
Siamo una realtà molto giovane, siamo nati nel 2007. Il nostro prodotto di punta è un contenitore per yogurt con cucchiaino integrato, ma operiamo anche conto terzi per l’applicazione dell’etichetta sleeve. Insomma ci occupiamo di packaging alimentare in plastica. I nostri clienti, in Italia e all’estero, sono latterie e caseifici, distillerie, aziende di cosmetica.

Da promotore finanziario a imprenditore della plastica il salto è davvero grande: come è nata la sua vocazione imprenditoriale e chi le ha insegnato a fare impresa?
Il mondo della produzione e delle macchine mi ha sempre affascinato. Quando visitavo le aziende per il mio vecchio mestiere mi sono sempre interessato ai processi produttivi, al funzionamento dei macchinari dei miei clienti. La scelta del settore alimentare e l’intuizione di realizzare un contenitore dello yogurt con cucchiaino è stata un “caso”, una necessità familiare. Il lavoro più impegnativo, ma anche più entusiasmante, è stato passare dall’intuizione al progetto industriale. Per chi ha idee e voglia di fare, la mia esperienza dice che le opportunità e le strutture in grado di dargli una mano non mancano. Nel mio caso, Trentino Sviluppo è stato il partner più naturale.

In quale momento della vita dell’azienda vi siete rivolti a Trentino Sviluppo?
La collaborazione è iniziata subito, in contemporanea alla nascita dell’azienda. Siamo infatti ospitati nel BIC di Borgo Valsugana e questo per noi ha voluto dire trovare subito una sede adeguata alle nostre esigenze ed essere affiancati in tutte quelle attività burocratiche e gestionali spesso complicate per le quali occorre esperienza e che soprattutto distolgono l’attenzione del neo-imprenditore dalle cose che più richiedono la sua cura e sulle quali ha più voglia e talento per applicarsi: cioè la sua idea imprenditoriale. Insomma, fare l’imprenditore è una cosa complessa che richiede molte competenze, impossibili da avere tutte in egual misura quando si inizia. Trentino Sviluppo mi ha aiutato (e continua a aiutarmi) in questo processo. Ma non si è trattato solo di un affiancamento ma anche di un sostegno, per così dire, “psicologico”. Con Trentino Sviluppo è stato più facile individuare tutti gli strumenti, anche quelli finanziari, che avrebbero potuto essere utili al nostro start-up e al nostro sviluppo: ad esempio abbiamo capito che il fondo impianti tecnologici faceva al caso nostro e così abbiamo acquistato i macchinari migliori per incrementare la produzione che altrimenti non ci saremmo potuti permettere così presto.

Pensa che sia possibile sviluppare un’impresa puntando su un unico prodotto?
In questo momento il nostro è davvero un prodotto “unico”, nel senso che nessun altro è in grado di offrire quello che offriamo noi. Questo è un vantaggio notevole e inoltre non si tratta tanto di un prodotto quanto di un ciclo produttivo che è frutto di un progetto personale che ho brevettato. E questo mi è valso un importante riconoscimento, il Dairy Innovation Award, uno dei premi più prestigiosi a livello internazionale, per l’innovazione nell’industria lattiero-casearia. Il mercato sta reagendo bene al nostro prodotto, siamo fiduciosi, anche se si tratta di una novità anche per quanto riguarda i consumatori. Ma non abbiamo la minima intenzione di fermarci qui. Sappiamo che l’innovazione continua è il segreto per competere e ora, ad esempio, stiamo lavorando sul materiale. Il nostro vasetto in polipropilene è riciclabile, ma ci stiamo già attrezzando per produrre confezioni in materiali completamente biodegradabili, realizzate in PLA, un derivato del mais.

Cosa significa per voi essere trentini e fare impresa sul territorio?
Uno dei nostri obiettivi principali oggi è proprio quello di aumentare le collaborazioni con le aziende trentine e italiane e di rafforzare la presenza del nostro marchio di yogurt “Yogghe” che abbiamo già lanciato. Lavoreremo poi alla realizzazione di altri contenitori, sempre con cucchiaino, per gelati, macedonie, dolci. Fare impresa in Trentino può dare grandi soddisfazioni a patto che si sappiano sfruttare alcune componenti culturali che ci sono proprie: la concretezza, la tenacia, la passione per l’ambiente. Ma c’è anche la voglia di guardare oltre le nostre valli e le nostre montagne. È proprio la consapevolezza che ci sono culture e realtà importanti fuori dai confini che ci sta portando a sviluppare prodotti in linea con altre culture e abitudini alimentari come, ad esempio le bacchettine, sempre inserite nel pack, per il consumatore orientale.

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