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Felicetti, il pastificio più alto d’Italia… fa il bis

A Castello Molina di Fiemme il nuovo stabilimento produttivo biologico


È con i piedi saldi nelle Dolomiti e lo sguardo aperto al mondo che lo storico Pastificio Felicetti di Predazzo ha scelto di investire nella costruzione di un secondo stabilimento produttivo a Molina di Fiemme, a pochi chilometri da dove l’impresa è nata oltre un secolo fa.
“Quando il pastificio è stato fondato – spiega l’amministratore delegato Riccardo Felicetti – era un’azienda familiare che produceva soprattutto per l’autoconsumo invernale in Val di Fiemme. Adesso esportiamo in Canada, Stati Uniti e Nord Europa e vogliamo continuare a crescere, rigirando però, come facciamo da 108 anni, le nostre competenze sul Trentino, al fine di creare nuovi posti di lavoro e rimanere parte viva e attiva della nostra comunità”.

Il pastificio in quota, simbolo della pasta italiana nel mondo

Fondata a Predazzo nel 1908, Felicetti produce oggi 700 quintali di pasta al giorno utilizzando quattro differenti linee e avvalendosi di 60 addetti, operativi per 300 giorni l’anno su tre turni giornalieri.
L’impresa utilizza 40 diverse materie prime, ma le chiavi del successo si possono racchiudere in tre parole: personale altamente qualificato, aria pura di montagna e acqua di sorgente, senza cloro.
Fondamentale dunque il legame con l’ambiente, in particolare con le Dolomiti, che fa del pastificio predazzano un naturale testimonial internazionale del marchio trentino di qualità, espressione di quel sapiente modello di economia territoriale che unisce turismo, industria e sostenibilità. Felicetti, con fatturati annui che superano i 35 milioni di euro, esporta il 70 per cento della produzione in particolare nei Paesi dell’Unione Europea e in Canada, dove prestigiosi ristoranti e gastronomie lo hanno eletto rappresentante della pasta italiana nel mondo.
Particolarmente positive sono le prospettive di crescita nell’ambito delle produzioni biologiche. La storica sede di Predazzo, però, risulta ad oggi interamente saturata nei suoi 6 mila metri quadrati di spazi produttivi. Di qui la necessità di cercare un nuovo stabilimento e l’avvio, da parte di Trentino Sviluppo, di un’intensa attività finalizzata a trovare una soluzione sostitutiva all’interno dei confini provinciali, con la conseguente individuazione, in località Ruaia a Molina di Fiemme, di una superficie edificabile idonea di proprietà della Provincia di Trento.

25 milioni di euro di investimenti privati

L’accordo siglato nel maggio 2017 da Provincia, Trentino Sviluppo e Felicetti non prevede l’impiego diretto di risorse pubbliche, quanto piuttosto la messa a disposizione di una porzione di area produttiva di proprietà provinciale. L’area, di circa 16.500 metri quadrati, verrà infatti concessa a Felicetti che, non essendo gravata dall’onere di acquisto del terreno, potrà concentrare il proprio investimento sulla costruzione del nuovo stabilimento, sull’approntamento dei macchinari, sull’avvio di due nuove linee produttive e sull’acquisizione di nuove tecnologie, con un importante effetto leva sul territorio.
A fronte della concessione del suolo, del valore stimato di 2 milioni di euro, il pastificio si impegna infatti ad investire 25 milioni di euro, dei quali 11 milioni di euro saranno destinati alla costruzione dei nuovi spazi produttivi a Molina di Fiemme, mentre i restanti 14 milioni di euro serviranno per l’acquisto di nuove linee produttive, il potenziamento tecnologico e lo sviluppo di progetti innovativi.
Ultimato il nuovo stabilimento, operativo a partire dal 2020, Felicetti lo cederà in permuta a Trentino Sviluppo, la quale a sua volta lo darà in locazione trentennale al pastificio, con opzione di acquisto.

Più cresce l’occupazione, più cala il canone di locazione

Particolare peso giocheranno, nella fase di definizione del canone, le ricadute occupazionali dell’accordo: per avviare le nuove linee di produzione, il pastificio assumerà infatti trenta nuovi lavoratori, passando dagli attuali 60 a 90 addetti. Qualora però l’azienda riuscisse a superare quota 100 addetti, si vedrebbe ridurre il canone di locazione fino ad un massimo dello 0,7%, in misura proporzionale al numero dei neoassunti. “Si tratta di una soluzione creativa – commenta Riccardo Felicetti – in cui pubblico e privato si uniscono per realizzare un progetto d’interesse comune”.
“L’apertura di questo secondo pastificio in Val di Fiemme – conclude il Vicepresidente e Assessore allo Sviluppo economico della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi – è un esempio di ciò che un’impresa può fare per la propria comunità e conferma l’esistenza di un Trentino a trazione integrata, dove i settori economici si sviluppano in maniera armoniosa per migliorare la qualità di vita e lavoro dei cittadini”.
L’ampliamento di Felicetti è infatti in linea con la Strategia provinciale di specializzazione intelligente, che vede nel rafforzamento della filiera agroalimentare e nello sviluppo di sinergie tra la stessa e i centri di ricerca d’eccellenza quali l’Università degli Studi di Trento e la Fondazione Edmund Mach importanti punte di diamante per la crescita del territorio.

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