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TRILOGIS PRONTA AL LANCIO DI “I-LOCATE”. C’È ANCHE LA NASA

19/12/2014 - (e.d.) Entro il prossimo giugno all’ospedale di Rovereto ed in altri 14 “luoghi pilota” pubblici d’Europa si potrà utilizzare il software i-Locate. A medici e infermieri verrà segnalato dove sono le attrezzature che spesso faticano a localizzare, come esempio carrozzelle o altre apparecchiature, e i pazienti verranno guidati da casa fino dentro l’ospedale, davanti alla porta dell’ambulatorio dove hanno prenotato la visita. C’è anche la Nasa, l’agenzia spaziale americana, nel consiglio scientifico del progetto guidato da Trilogis, azienda insediata nel Polo Tecnologico di Trentino Sviluppo. Grande interesse anche da parte di In-Location Alliance, l’alleanza industriale capitanata da Nokia alla quale aderiscono anche Lg, Samsung, Sony e Telecom.

L’idea è dei tre soci di Trilogis - Gianni Rangoni, Nicola Giuliani e Massimo Barozzi - insieme al project manager Giuseppe Conti. “Eravamo in ufficio e stavamo montando un armadio – raccontano - quando ci siamo trovati a parlare di un amico che aveva vinto un appalto per l’inventario e la manutenzione di attrezzature mediche in un ospedale. Doveva inventariare 400 oggetti: al primo sopralluogo ne aveva trovati solo 3, perché attrezzature e infermieri si spostavano di continuo. Da qui l’idea di mescolare geografia e localizzazione indoor”.
All’azienda informatica nata nell’aprile 2006 – oggi 30 addetti ed un giro d’affari di oltre 1,2 milioni di euro - hanno così cominciato a studiare un software e l’idea è andata ben oltre l’intuizione iniziale. “Con i-Locate - spiega Gianni Rangoni, presidente di Trilogis - puntiamo a creare una sorta di OpenStreetMap degli spazi interni, accanto a quello che già esiste per esterni. Da smartphone o tablet, oltre a vedere i reparti di un ospedale, si potrà ad esempio trovare il duty free più vicino quando si è in aeroporto, oppure il bagno o un bar”. Questo vale per gli utenti delle strutture.
Il personale, invece, potrà facilmente trovare oggetti e attrezzature: “Normalmente gli ospedali hanno bisogno di acquistare un 20-30% di apparecchi portatili in più, rispetto al loro effettivo fabbisogno, perché spesso poi non si sa dove sono stati messi.  Con il nostro sistema – prosegue Rangoni – si potrà mettere un tag alle cose: un QR code, un segnale wi-fi o bluetooth per tracciarli in tempo reale. Inoltre, si potranno allegare a un oggetto informazioni sulle istruzioni d’uso o configurare un allarme che indica la scadenza della manutenzione”.
Sarà l’ente pubblico che aderirà al progetto – sia esso ospedale, aeroporto o municipio - a scegliere quali dati caricare sul portale internet e le informazioni verranno di volta in volta differenziate per il personale o per gli utenti-pazienti. “Non servirà decidere ogni volta se attivare il bluetooth, wi-fi o gps per avere una risposta: sarà il software, da solo, a capire qual è il sistema migliore”.
i-Locate è il primo software a supportare lo standard IndoorGML, prodotto dal consorzio internazionale OGC (Open Geospatial Consortium) di cui facciamo parte. Questo ha suscitato l’interesse dell’ILA (In-Location Alliance), l’alleanza industriale capitanata da Nokia, a cui aderiscono anche Lg, Samsung, Sony, Telecom”.
Il progetto, che ha un budget complessivo di 4,7 milioni di euro, è stato cofinanziato al 50% dalla Commissione Europea con il programma Ict-Psp. Oltre che all’ospedale di Rovereto, dove verranno mappate le aree accessibili ai pazienti e, per medici e infermieri, il reparto di oculistica con tutte le attrezzature, il prodotto i-Locate verrà sperimentato in altri 14 luoghi pubblici: al Technoport, il BIC del Lussemburgo; all’Università di Dresda; in svariati comuni tra cui quello di Genova, di Velletri e di Tremosine sul Garda; in alcuni musei e in strutture ospedaliere sparse in tutt’Europa.

L’altra novità nata nel Polo Tecnologico di Rovereto, nel reparti ricerca e sviluppo di Trilogis, si chiama Uncap: “Pensato per anziani con deboli patologie cognitive e lievi piccole forme di demenza, ma comunque autosufficienti, consentirà loro di vivere da soli. Che in pochi anni i vecchi saranno più dei giovani lo dicono i sondaggi Eurostat – spiega Giuseppe Conti – il nostro progetto mette a sistema i dati raccolti da una serie di sensori, come ad esempio un semplice misuratore della glicemia, e dalle telecamere che riconoscono gli spostamenti della persona”.
Un progetto che si integrerà nelle case domotiche: se qualcuno si sveglia di notte in stato confusionale, le luci si accenderanno indicando il percorso fino al bagno. Ancora, la televisione ricorderà l’orario in cui prendere una pastiglia. Siccome poi gli anziani sono molto abitudinari, comportamenti anomali ed “eventi sentinella” verranno segnalati al medico e memorizzati poi nella cartella clinica del paziente. Il dottore potrà inoltre mettersi in contatto in qualsiasi momento con chi cura in videoconferenza”.
Per Uncap l’investimento totale sarà di 3,7 milioni di euro, di cui il 75% finanziato dalla Commissione Europea che lo ha scelto tra oltre 400 progetti candidati. A giugno 2016 partiranno le sperimentazioni: presso l’ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana; in una casa di riposo a Perugia; in case di cura nell’Ovest Vicentino e poi in Romania, Germania, Grecia, Slovenia e Macedonia.
Nel piano dei suoi inventori, Uncap sarà acquistabile in negozi specializzati per qualche centinaia di euro entro un paio d’anni.

Due progetti che, assicurano i loro creatori, sono anche a prova di hacker. “Lavoreremo in partnership con società specializzate in privacy – precisano Rangoni, Giuliani, Barozzi e Conti - solo medici e pazienti avranno accesso ai propri dati; tutte le altre informazioni rimarranno riservate. Se qualcuno provasse a penetrare all’interno del sistema, non potrebbe riuscire a entrare mai in più di una sezione: nessuno, eccetto chi deve, potrà mai avere un quadro della situazione”.

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La video intervista


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