Trentino Sviluppo

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Una storia di pizza… e coraggio

Dalla crisi Gourmet Italia al Pizza Center di Dr Schär


Questa, per Trentino Sviluppo, è una storia alla rovescia. Una storia iniziata come tante e finita come altre. Con la crescita di posti di lavoro, l’avvio di un nuovo stabilimento produttivo, un’importante industria multinazionale che ha scelto per la prima volta di investire in Trentino. E’ il mezzo della storia che è andato al contrario. L'inizio no.

Capitolo primo: Gourmet Italia

Siamo nell’estate 2007 e un imprenditore, titolare dell’azienda Gourmet Italia, bussa alla porta dell'agenzia di sviluppo con un progetto nel cassetto: far decollare a Borgo Valsugana lo stabilimento che produce piatti pronti surgelati: lasagne, tortellini, pasta e tanto altro ancora.
Sono gli anni in cui, a pochi chilometri da Borgo, un’altra storica azienda tessile è stata rimpiazzata da Filiera Agroalimentare Trentina, una nuova iniziativa nata da tre imprenditori del luogo che con le sue produzioni di speck e salumi lascia intravedere la possibilità di lanciare in Bassa Valsugana un polo dell’agroalimentare.
Nel giugno 2008 Trentino Sviluppo entra nel capitale di Gourmet Italia investendo 2,5 milioni di euro e richiedendo all’azienda un vincolo occupazionale di 94 unità.
Poi arriva la crisi, che per Gourmet ha effetti pesanti. Il boom dei piatti pronti in freezer, tanto apprezzati dalla famiglie italiane a partire dalla fine degli anni Novanta, fa a pugni con un numero sempre maggiore di famiglie che, perso il posto di lavoro, faticano ad arrivare a fine mese. D’un tratto si ritrovano con molto tempo e pochi soldi. Piatti pronti addio.
Nel 2013 il destino di Gourmet sembra segnato. La stampa locale dà all’azienda poche settimane di vita. Mancano i soldi per pagare i fornitori, e pure le bollette elettriche. Gli operai alternano giorni di lavoro (pochi) a lunghe settimane di cassa integrazione.

Capitolo secondo: entra in campo Dr. Schär

Ma proprio in “zona Cesarini”, quando ormai il fischio finale pare imminente, scende in campo Dr. Schär, colosso internazionale del gluten free, produttore cioè di pasta, pane e di tutti gli alimenti per celiaci.
Bastano pochi numeri per “fotografare” l’azienda con quartier generale a Postal, in Alto Adige: un giro d’affari di 220 milioni di euro (nel 2013, a fine 2015 saliranno a 300 milioni di euro), sedi in Italia, Germania, Inghilterra, USA, Spagna, Francia, Brasile, oltre 1.000 dipendenti nel mondo ed una quota nel mercato degli alimenti gluten pari al 45% in Italia e al 35% in Europa.
L’operazione non è semplice. La crisi di Gourmet ha eroso il valore delle azioni ma non c’è alternativa: se Trentino Sviluppo non vende Dr Schär non entra… e Gourmet fallisce. E per i circa 100 dipendenti, in gran parte donne, la porta della fabbrica si chiude per sempre.
Tanto coraggio, poco tempo. Provincia e Trentino Sviluppo fanno quadrato, dando il via libera all’operazione. Il 4 ottobre 2013 Gourmet Italia entra a far parte del gruppo Dr Schär. E Trentino Sviluppo, solitamente invitata ad entrare in società, portanto capitali freschi, questa volta gira al contrario: esce da Gourmet Italia.

Capitolo terzo: il nuovo Pizza Center

Il 25 settembre 2015, dopo 2 anni, 20 nuove assunzioni e 11 milioni di euro investiti nella costruzione di un nuovo stabilimento, il colosso del gluten free altoatesino inaugura a Borgo il Pizza Center presentando davanti a quasi 600 persone, tra cui le famiglie degli operai e i loro bimbi con i palloncini colorati, la nuova linea di produzione di pizza senza glutine.
Il Dr Schär Pizza Center occupa un capannone da 4.500 metri quadrati ed ha una capacità produttiva di 4.000 pizze al giorno, in due cicli produttivi di 8 ore. Vi si producono pizze per celiaci, destinate all'intero mercato mondiale.
Nel suo saluto Ulrich Ladurner, fondatore e presidente del Gruppo Dr. Schär, ha ringraziato le autorità pubbliche locali: la Provincia di Trento, il Comune di Borgo Valsugana per la vicinanza dimostrata e la rapidità con la quale sono state rilasciate le necessarie autorizzazioni edilizie, paesaggistiche e sanitarie. “Meglio che in Alto Adige”, confiderà a microfoni spenti al cronista.

Così inizia una nuova storia ed il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Alessandro Olivi, presente anch’egli al taglio del nastro, rilancia il progetto di Polo agroalimentare in Bassa Valsugana. Ecco, si ritorna all’inizio della storia, quello scritto “dritto”, come liscio è filato il finale. Ma questa è un’altra storia. Ancora da scrivere. E questa volta, il mezzo, non si scriverà al contrario.

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