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Igloo, la startup che fa dialogare tra loro oggetti e dispositivi grazie all’IoT

03/04/2024 - (m.d.c.) – Studenti universitari e imprenditori. Si potrebbero descrivere così Samuele Dassatti e Andrea Zanin, cinquant’anni in due, fondatori della startup Igloo. Laureati in Economia il primo e in Matematica il secondo a Trento, si accingono a concludere i corsi di laurea specialistica rispettivamente alla Scuola Sant’Anna di Pisa e al Politecnico di Milano. Ma poi non inizieranno ad inviare i tradizionali curriculum per il primo impiego. La loro sfida consisterà infatti nell’internazionalizzazione e consolidamento della loro startup, Igloo. Fondata nel 2020 sulla base di un’idea approfondita proprio durante l’università e cresciuta nell’alveo del programma Trentino Startup Valley di Trentino Sviluppo e Fondazione HIT – Hub Innovazione Trentino, l’impresa si occupa di Internet of Things, ovvero di mettere in rete e far dialogare tra loro oggetti e sistemi attraverso la sensoristica. Un esempio concreto? Permettere al proprietario di attivare da smartphone il sistema antifurto applicato alle finestre di casa. O ad un ente pubblico di sapere quante persone hanno usato le colonnine di ricarica elettriche in un determinato arco di tempo.

Samuele Dassatti e il suo socio Andrea Zanin, entrambi di Arco, studiavano il primo Economia e il secondo Matematica all’Università di Trento quando, nel 2020, hanno deciso di passare dalla teoria alla pratica e di applicare quanto imparato a lezione a un progetto legato all’IoT, il cosiddetto “Internet delle cose”.
Il progetto, che Dassatti e Zanin hanno deciso di chiamare Igloo per richiamare il concetto di “modularità”, ha suscitato l’interesse della giuria tecnica dell’allora Premio D2T Adventure X per le idee innovative di Trentino Sviluppo e Fondazione HIT – Hub Innovazione Trentino, che decise di assegnare loro un voucher del valore di 30 mila euro da utilizzare per avviare una vera e propria startup. Cosa che i due hanno fatto, grazie anche al supporto e al coaching ricevuto durante la prima edizione del programma di accompagnamento “Trentino Startup Valley”, frequentata tra il 2019 e il 2020.
«Molte startup nate per sviluppare dispositivi IoT – spiega Dassatti – falliscono a causa delle loro scarse competenze software o perché, anziché facilitare la vita dell’utilizzatore, complicano la questione. Per questo, quando abbiamo pensato a come implementare la nostra piattaforma, abbiamo puntato sulla semplicità. In quest’ottica, oltre a gestire il salvataggio dei dati nel cloud, forniamo una app per l’utente finale».
Attiva soprattutto nei settori dell’Industria 4.0 e dell’ambiente, Igloo in questi anni ha chiuso significative collaborazioni con le altre aziende del territorio. Tra le ultime applicazioni concrete: la personalizzazione di una piattaforma per una ditta che vende finestre con incorporato l’antifurto e un portale per un’azienda che, invece, vende colonnine di ricarica per veicoli elettrici agli enti pubblici e quindi ha bisogno di tracciare gli utilizzi.
Nuove collaborazioni, dunque, che richiedono una maggior strutturazione e nuovi spazi. Ormai imprenditori a tutti gli effetti – ma senza trascurare gli studi, visto che dopo il conseguimento della laurea triennale, Zanin è prossimo alla laurea specialistica al Politecnico di Milano e Dassatti sta ultimando la Scuola Sant’Anna di Pisa – i due informatici hanno ingrandito l’azienda in un nuovo ufficio in viale Trento a Rovereto.
Inoltre, stanno valutando di assumere nuovi collaboratori che li aiutino con lo sviluppo di altre funzionalità per la piattaforma che ne permettano l’applicazione in nuovi settori. Andrea Zanin spiega: «In Italia, il mondo IoT ha preso piede solo di recente. Ci stiamo dedicando a questi temi già da qualche anno e di conseguenza stiamo già lavorando per sviluppare le tecnologie della prossima generazione dell’Internet delle cose, che pensiamo sarà strettamente interconnessa con l'intelligenza artificiale e la realtà aumentata».
«Quando abbiamo costituito l’azienda - continua Samuele Dassatti - non ci saremmo mai aspettati di fare così tanta strada e ottenere così grandi soddisfazioni nei quattro anni successivi, per questo l’augurio è che il nostro esempio possa spingere altri giovani a fare altrettanto perché risultati di questo tipo si possono ottenere anche in Italia e anche a vent’anni, malgrado spesso si pensi diversamente».
Intanto, Igloo si prepara a farsi conoscere anche nel resto d’Europa. Per questo, Dassatti e Zanin si apprestano a partire per Parigi, dove, assieme a Trentino Sviluppo, il prossimo 16 aprile parteciperanno alla fiera Smau.


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