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Nuova sede hi-tech per Sicor

Più spazi, crescono fatturato ed occupazione

"È nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie”. Hanno scelto un pensiero di Albert Einstein, fissato su una pergamena appesa all’ingresso, per esprimere la voglia di guardare avanti. Ma prima delle parole in Sicor, l’azienda roveretana che produce sistemi di trazione per ascensori, vengono i fatti: 150 lavoratori occupati, 50 milioni di fatturato, 20 milioni di euro investiti in progetti di ricerca, in nuove reti commerciali ma soprattutto nella nuova sede.


Nuova sede hi-tech, la miglior scommessa sul futuro

La “nuova” Sicor sta crescendo in un immobile in disuso, l’“ex Gardafilo” al civico 32 di viale Caproni a Rovereto, messo a disposizione da Trentino Sviluppo e ristrutturato dall'azienda con due anni di lavori ed una spesa di 14,3 milioni di euro.
Nel nuovo stabilimento l’azienda produrrà anche nuovi sistemi di trazione per ascensori basati su motori gearless, cioè senza ingranaggi. «Una tecnologia – spiega Giacomo Spezzapria, giovane amministratore delegato – che permette una riduzione dei consumi elettrici pari al 20-30% ed un ingombro che può arrivare alla metà rispetto alle dimensioni di un sistema di sollevamento a corona tradizionale».

Il video-racconto


La prova dei numeri: crescono fatturato ed occupazione

Grazie ai nuovi spazi e a sofisticati macchinari, Sicor prevede di aumentare la capacità produttiva fino a 40 mila riduttori l’anno, oltre ad avviare a Rovereto la produzione di freni elettromagnetici, oggi fatti eseguire all’esterno, e una nuova linea “ecologica” per la verniciatura ad acqua.
Il balzo in avanti del fatturato – dai 35 milioni di euro del 2011 agli oltre 50 milioni del 2013 – è dovuto in gran parte ai risultati delle iniziative commerciali avviate in Medio Oriente. «Un mercato in forte espansione – conferma Spezzapria – che interessa l’Egitto, il Marocco, l’Arabia Saudita, il Libano, Iran, Iraq e Kuwait, e che copre il 40% del nostro fatturato. Un altro 50% è realizzato sempre all’estero, in particolare sui mercati di Russia, Europa, Asia e Sudamerica».
Cresce anche l’occupazione: 115 i posti di lavoro garantiti fino al 2018 grazie all’accordo con la Provincia di Trento, già saliti a 152 dipendenti se si aggiungono una trentina di lavoratori “interinali” per i quali è reale la prospettiva di un contratto stabile.

Con l’Università due progetti di ricerca

Vincente si rivela la scelta di investire in ricerca e sviluppo, grazie anche al sostegno degli incentivi provinciali previsti dalla legge provinciale n. 6/99 e ad importanti collaborazioni con l’Università degli Studi di Trento. Due progetti di ricerca in particolare, per una spesa complessiva di 3,3 milioni di euro, hanno permesso a Sicor di ridurre pesi e dimensioni dei propri sistemi di trazione e di avviare la produzione dei nuovi motori gearless di piccola taglia.

L’indotto: 3,5 milioni di euro per 32 piccole aziende

Importante anche l’indotto generato da Sicor sul territorio provinciale, dove l’azienda ha avviato partnership industriali con produttori di barre d’acciaio, viti senza fine, alberi a corona, gruppi freno e componenti elettrici. La spesa complessiva sostenuta da Sicor per rifornirsi di pezzi, lavorazioni o altri servizi da imprese trentine ammonta a 3,5 milioni di euro, pari al 16% del totale. Un indotto che alimenta il fatturato di 32 aziende, alcune anche di piccole dimensioni, che occupano 448 dipendenti.

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