NODI, il legno trentino incontra il design: imprese, artigianato e creatività per costruire nuovo valore
(t.m.) - Presentato a Trento il progetto che mette in relazione la filiera del legno con designer e competenze esterne. A Palazzo Calepini l’esposizione degli oggetti realizzati, visitabile dal 4 settembre al 4 ottobre. A settembre anche un ciclo di incontri dedicato a impresa, design, innovazione e cultura del legno.
Il legno come materia identitaria del Trentino, ma anche come punto di partenza per sperimentare nuovi linguaggi, creare relazioni tra competenze diverse e generare nuove opportunità per il sistema produttivo locale. È questo il cuore di NODI – Cultura, impresa e design del legno trentino, il progetto presentato ieri a Trento, a Palazzo Calepini, sede della Fondazione Caritro.
La conferenza stampa ha riunito istituzioni, mondo dell’impresa, artigianato e cultura del progetto per raccontare un percorso che ha messo imprese trentine e designer a confronto diretto, facendo dialogare capacità produttiva, conoscenza della materia, creatività e design. Un’esperienza che guarda oltre i singoli oggetti realizzati e pone al centro una domanda più ampia: come trasformare un patrimonio profondamente radicato nel territorio in una leva di innovazione, competitività e apertura verso nuovi mercati.
Ad aprire l’incontro il saluto della presidente del Consiglio di Gestione di Fondazione Caritro Patrizia Galvagni. Il confronto ha visto quindi gli interventi di Achille Spinelli, dedicato al ruolo del design come leva di innovazione e competitività per il sistema produttivo trentino; del curatore Paolo Baldessari, che ha ripercorso il concept, il lavoro sviluppato tra aziende e designer e la genesi degli oggetti esposti; di Andrea De Zordo, presidente dell’Associazione Artigiani, e del rappresentante di Confindustria Trento Marco Felicetti. A concludere la conferenza l’assessore provinciale all’artigianato, commercio, turismo, foreste, caccia e pesca Roberto Failoni, che ha riportato il progetto al rapporto tra territorio, materia prima, cultura del fare e capacità di innovazione.
NODI nasce infatti dall'incontro tra due patrimoni complementari: da una parte il legno e le competenze sviluppate nel tempo dalle imprese e dagli artigiani trentini, dall'altra il design come strumento capace di introdurre nuovi sguardi, linguaggi e possibilità di sviluppo. Il risultato è un percorso che mette in relazione materia, progetto e produzione e che prova a interrogarsi sul valore contemporaneo del saper fare trentino.
Gli oggetti nati da questo confronto sono ora protagonisti dell’esposizione allestita a Palazzo Calepini, visitabile dal 4 settembre al 4 ottobre 2026.
Un mese di incontri aperti alla città
L’esposizione sarà accompagnata da un calendario di appuntamenti che porterà a Trento economisti, designer, giornalisti, imprenditori ed esperti per approfondire, da prospettive differenti, i temi emersi dal progetto NODI: trasformazione del sistema produttivo, storia del design, comunicazione, restauro del legno, ricerca e innovazione.
Il primo incontro è in programma martedì 8 settembre alle 18.00 con Stefano Micelli, professore ordinario all’Università Ca’ Foscari Venezia, in dialogo con Laura Pedron, dirigente generale del Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento, sulla trasformazione del sistema industriale italiano. Seguiranno, il 10 settembre, l'incontro dedicato ai grandi maestri del design italiano che hanno lavorato in Trentino; il 17 settembre, l'approfondimento sul restauro del legno con Francesca Raffaelli; e, il 30 settembre, l'appuntamento conclusivo con Franco Caimi e Lorenzo Delladio dedicato a innovazione e successo di mercato.
La partecipazione agli incontri è gratuita. Per chi desidera riservare un posto in sala, è disponibile a questo link un servizio di prenotazione.
Patrizia Galvagni, presidente del Consiglio di Gestione di Fondazione Caritro: «Fondazione Caritro è particolarmente lieta di ospitare NODI perché questo progetto interpreta molto bene un principio che sente vicino al suo modo di agire: mettere in relazione competenze, esperienze e punti di vista diversi per generare nuove possibilità per il territorio. Un nodo è un elemento naturale del legno, racconta la storia della pianta, rende ogni pezzo diverso dall’altro. Un nodo è anche un punto di incontro, un legame, una connessione: proprio su questo riconosciamo una forte affinità con il lavoro quotidiano della Fondazione. Caritro cerca, ogni giorno, di mettere in connessione i diversi nodi del territorio: associazioni, istituzioni, scuole, università, mondo della ricerca, imprese, realtà culturali e comunità. Non semplicemente sostenendo singoli progetti, ma favorendo relazioni, collaborazioni e occasioni di confronto capaci di far emergere energie che, prese singolarmente, avrebbero forse meno forza. NODI nasce dalla stessa logica: un territorio cresce quando i suoi nodi non restano isolati, ma trovano occasioni per incontrarsi, riconoscersi e lavorare insieme».
“L’apprezzamento che questa iniziativa ha riscosso fin dal suo lancio a Milano conferma la validità dell’idea, l’interesse che ruota attorno a questo settore e l’esistenza di importanti potenzialità che le imprese della filiera trentina del legno possono esplorare e cogliere. Parliamo di realtà che custodiscono i saperi e i valori della tradizione, ma che hanno dimostrato di saper guardare al futuro, coniugando innovazione tecnologica, progettuale e costruttiva per dare vita a prodotti capaci di incontrare le esigenze del mercato contemporaneo e di rispondere alle richieste sempre più attente ed esigenti dei committenti, dalle costruzioni all’arredo. È questa la strada per aprire nuove opportunità alle nostre imprese, anche in un contesto internazionale, rafforzandone la competitività. Una competitività che nasce anche dalla capacità di fare sistema, mettendo in relazione istituzioni, mondo accademico, professionisti e imprese, e di differenziarsi sul mercato globale valorizzando un brand di territorio che è garanzia di eccellenza manifatturiera e di rigore nel rispetto ambientale” le parole del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli.
«Il legno racconta il Trentino perché nasce nei nostri boschi e prende forma nelle mani di chi qui lavora. NODI mette insieme questa storia e una visione nuova: rafforzare il legame tra filiera forestale, artigianato e design per dare sempre più valore a ciò che produciamo sul territorio e trasformare il saper fare trentino in nuove opportunità. È così che valorizziamo i nostri boschi e, allo stesso tempo, facciamo del nostro patrimonio una leva concreta per il futuro». Così l'assessore provinciale all'artigianato, commercio, turismo, foreste, caccia e pesca Roberto Failoni.
Marco Felicetti, in rappresentanza di Confindustria Trento: «Per troppo tempo il legno è stato associato prevalentemente alla tradizione, alla memoria, a un modo di costruire legato al passato. Oggi abbiamo l’opportunità di cambiare questa prospettiva: riscoprire il legno come materia contemporanea, innovativa e capace di dialogare con il futuro. Sostenibilità, naturalezza e autenticità sono valori profondamente radicati nella materia prima. Ma da soli non bastano. La vera sfida è trasformare questi valori in una nuova idea di design, capace di unire la forza della tradizione alla ricerca, alla tecnologia e alla creatività. È da questa visione che nasce il progetto Nodi che mette in relazione mondi diversi e li invita a incontrarsi: il sapere delle aziende del legno, la sensibilità dei designer, la ricerca sui materiali, la tecnologia e una nuova idea di abitare. “Nodi” diventa così molto più di un elemento costruttivo: è il punto in cui le esperienze si incontrano, le competenze si intrecciano e nascono nuove possibilità».
Andrea De Zordo, presidente dell’Associazione Artigiani: «La modernità e il design hanno oggi un ruolo fondamentale nelle produzioni artigianali in legno. L’artigianato tradizionale si unisce a nuove idee, tecnologie e forme più contemporanee. Il design permette di valorizzare il legno, esaltandone la bellezza e le caratteristiche naturali. Allo stesso tempo, rende i prodotti più funzionali e adatti alle esigenze della vita moderna.
L’utilizzo di tecniche innovative consente agli artigiani di sperimentare forme e soluzioni originali. La cura dei dettagli rimane però legata alla manualità e alla qualità tipiche della produzione artigianale. Anche la sostenibilità è diventata un elemento importante nella progettazione degli oggetti in legno. Materiali naturali e lavorazioni responsabili rispondono alla crescente attenzione verso l’ambiente. Modernità e tradizione, quindi, non sono in contrasto, ma possono completarsi e rafforzarsi a vicenda. In questo modo, il legno artigianale continua a essere attuale, trasformandosi in prodotti belli, utili e duraturi».
Paolo Baldessari e Aldo Colonetti, curatori del progetto: «Dopo la presentazione all'ADI Design Museum e l'esposizione nel Brera Design District durante la Milano Design Week, NODI torna nel luogo in cui è nato, forte di un bilancio molto positivo. Oltre alla qualità degli oggetti realizzati, il risultato più significativo è il trasferimento di metodi e conoscenze dai 15 designer alle realtà produttive e artigiane trentine. Le aziende desiderano ora dare continuità all'esperienza e trasformare la ricerca progettuale in opportunità economiche e commerciali, attraverso una presenza più incisiva sul mercato e nuovi canali di distribuzione. Ogni mestiere deve evolvere e aprirsi a professionalità differenti: la sfida è sostenere il settore anche in questa nuova fase».
Il service audio e video dell’evento è disponibile su richiesta scrivendo a comunicazione@trentinosviluppo.it
Immagini e interviste a cura dell’Ufficio stampa