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In Trentino nasce il Polo Idrogeno da 30 mila metri quadrati

30 giugno 2026

Il Trentino compie un passo decisivo verso la decarbonizzazione e si candida a diventare uno degli hub europei più avanzati per la transizione energetica. È stata posata oggi, nell'area industriale di Rovereto, la prima pietra del Polo Idrogeno: una struttura di 30.000 metri quadrati che ospiterà uffici, laboratori all’avanguardia, impianti pilota e aree di testing. 

Un vero e proprio "one stop shop" per l’innovazione energetica
Il Polo Idrogeno sarà dotato di nuove infrastrutture per le applicazioni industriali, con capacità di test altamente flessibili e potenze fino alla scala dei megawatt. Questo consentirà di offrire un ambiente unico per le fasi di sviluppo, test e validazione delle tecnologie per la decarbonizzazione, accompagnandole fino alla loro introduzione sul mercato. Le attività si articolano su due pilastri principali: l'idrogeno, seguendone l'intera filiera – dalla produzione all'accumulo, dalla distribuzione agli usi finali – e le batterie, che rappresentano una sfida strategica nella più ampia transizione energetica.

Alla conferenza stampa di presentazione e alla cerimonia ufficiale hanno preso parte:

  • Ferruccio Resta, il presidente della Fondazione Bruno Kessler (FBK), che ha ribadito il ruolo significativo dell’idrogeno. L'idrogeno è uno dei vettori energetici più promettenti grazie alla sua elevata densità energetica, che gli consente di immagazzinare energia in modo efficiente.
  • Giuseppe Consoli, presidente di Trentino Sviluppo, “La logica di sistema accorcia le distanze e consente di trasformare gli impegni e le difficoltà in risultati concreti. Lavoreremo per favorire l’attrazione industriale, lo sviluppo della filiera e la crescita di un cluster dell’idrogeno e delle batterie, trasformando ricerca e competenze in innovazione applicata e nuova competitività.”
  • Luigi Crema, direttore del Centro per l’Energia Sostenibile di FBK, elogia i ricercatori e le ricercatrici del centro, 100 in totale, tra cui tre dei migliori esperti a livello europeo nel settore dell’idrogeno.
  • Giulia Robol, sindaca del Comune di Rovereto, ricorda la solida tradizione manifatturiera della città, capace di affrontare con determinazione le sfide del cambiamento. Un territorio che ha il coraggio di innovare, puntando su conoscenza, ricerca e sviluppo come leve fondamentali per la crescita economica e industriale.
  • Achille Spinelli, vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca della Provincia autonoma di Trento, “Oggi, di fronte alle nuove sfide legate all'energia, investire in innovazione e ricerca significa sostenere la competitività del sistema produttivo e costruire uno sviluppo sostenibile per il territorio.” 

Il progetto è finanziato nell’ambito dell’IPCEI Hy2Tech con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in particolare attraverso le misure M4C2-I2.1 (IPCEI – Important Projects of Common European Interest) e M2C2-I5.2 (Idrogeno), oltre a un ulteriore finanziamento della Provincia autonoma di Trento.

Il coordinamento scientifico e tecnologico del Polo è affidato al Centro Sustainable Energy della Fondazione Bruno Kessler, che è già impegnato in attività di ricerca e innovazione nei settori dell’idrogeno e dell’efficienza energetica.

Trentino Sviluppo curerà lo studio di fattibilità delle aree interne che ospiteranno uffici e laboratori e sarà responsabile del cantiere di ristrutturazione della palazzina attualmente esistente, così come della realizzazione di una nuova struttura adiacente. 

Quali sono le ricadute concrete del nuovo Polo Idrogeno? 

L'impatto riguarda innanzitutto le prospettive occupazionali: la filiera dell’idrogeno nei prossimi anni incrementerà la domanda di lavoro, generando circa nuovi 100.000 posti di lavoro in Europa, che si concentreranno attorno agli ecosistemi dell'innovazione e alle infrastrutture in grado di favorire lo sviluppo di competenze, passioni e professionalità.

Nel settore del nucleare, l'idrogeno riveste un ruolo significativo, soprattutto nell'attuale contesto di crisi, che rende sempre più strategico disporre di tecnologie proprietarie. Per raggiungere questo obiettivo è necessario realizzare progetti di grande rilievo.

La visione del Polo Idrogeno va proprio in questa direzione. Non è un semplice laboratorio, ma un progetto che si fonda su due elementi essenziali: da un lato, le competenze del team guidato da Luigi Crema, che rappresentano un pilastro fondamentale del successo; dall'altro, la solidità della filiera territoriale, resa possibile grazie alla sinergia di attori strategici come la Fondazione Bruno Kessler, Provincia, il Comune di Rovereto e Trentino Sviluppo. 

Posa Prima Pietra Polo Idrogeno Yumevision Michele Purin 2
Posa Prima Pietra Polo Idrogeno Yumevision Michele Purin 3
Posa Prima Pietra Polo Idrogeno Yumevision Michele Purin 4
Posa Prima Pietra Polo Idrogeno Yumevision Michele Purin 6

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