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Con Mimest ad Avio si consolida l’industria della metallurgia delle polveri

8 settembre 2022
(m.d.c.) Da 2 a 50 dipendenti in 17 anni. È la storia d’impresa di Matteo Perina e Rudi Bardini. Entrambi veneti, i due hanno scelto il BIC di Trentino Sviluppo, a Pergine Valsugana per fondare, nel 2005, Mimest Srl. Negli anni l’impresa è cresciuta e nel 2018 si è trasferita ad Avio, in uno stabile di 1.800 metri quadrati in via del Lavoro, messo a disposizione ancora da Trentino Sviluppo. E proprio come sono cresciuti gli spazi, sono aumentati anche gli addetti – oggi una cinquantina – impegnati nella metallurgia delle polveri. L’azienda utilizza la tecnica MIM – Metal Injection Molding – per produrre oggetti metallici di dimensioni contenute, tra cui componentistica per porte, rubinetteria e motori.

Quattro milioni e mezzo di pezzi prodotti per un fatturato atteso di 10 milioni di euro. Sono questi i numeri con cui Mimest srl prevede di chiudere il 2022.
Nata nel Business Innovation Centre (BIC) di Trentino Sviluppo nel 2005, l’azienda – sempre con il supporto della società di sistema provinciale – nel 2018 si è trasferita ad Avio, in uno stabilimento di 1.800 metri quadrati. Partita con 2 dipendenti, oggi ne conta 50. E probabilmente a breve si troverà ad effettuare nuove assunzioni di operai di base, ingegneri e periti meccanici. La tecnica MIM – Metal Injection Molding, utilizzata da Mimest per produrre minuterie metalliche, è infatti molto apprezzata dai clienti perché permette una maggior precisione e produttività.
«Stampiamo polveri metalliche tramite iniezione con presse tipiche del settore termoplastico - spiega Matteo Perina, amministratore delegato di Mimest - e poi le sinterizziamo nei forni elettrici. Questa tecnica permette di realizzare oggetti metallici di dimensioni contenute, di solito sotto i 50 grammi, e dalle geometrie complicate. Le applicazioni appartengono ai settori più disparati: dalla componentistica per porte e rubinetterie, ai motori delle motociclette. Il risparmio sta nel fatto che la tecnica MIM non prevede sfridi o scarti di lavorazione, perché per produrre viene utilizzata solo la quantità di polvere metallica che serve per realizzare quello specifico oggetto».
Fondamentali, per rimanere competitivi, gli investimenti nella ricerca. Mimest – che fa parte del gruppo bassanese AMF – ha infatti acquistato da poco una stampante per il Binder Jetting. Questa tecnologia utilizza un letto di polveri, che vengono fatte aderire tramite un legante (binder) depositato tramite una testa a getto d'inchiostro. Il macchinario verrà utilizzato per svolgere attività di ricerca con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Trento, al fine di individuare possibili punti di contatto e interazione tra MIM e Binder Jetting.

Allegati

 

Immagini ed interviste a cura dell’Ufficio stampa

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