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Dalla medicina della malattia alla medicina della prevenzione

16 luglio 2026

(c.g.) - “Dalla medicina della malattia alla medicina della prevenzione” è il titolo dell’incontro che si è tenuto mercoledì 15 luglio nell’auditorium di Trentino Sviluppo a Rovereto sui temi della longevità e dei corretti stili di vita. Protagonisti del confronto sono stati il professor Luigi Fontana, uno dei massimi esperti mondiali nel campo della nutrizione, del metabolismo e della biologia dell'invecchiamento, attualmente docente all’Università di Sydney, l’assessore alla salute della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina e l’amministratore delegato e direttore generale di ITAS Mutua Alessandro Molinari. I relatori hanno delineato un possibile nuovo modello per il sistema sanitario trentino, che ponga al centro la prevenzione, in grado di coinvolgere il mondo scientifico, le istituzioni e il settore assicurativo. L’obiettivo è rendere il sistema più sostenibile, permettendo ai cittadini di vivere più a lungo e in buona salute. Al modello prevalentemente reattivo oggi in uso, basato sul trattamento delle patologie già insorte, si propone di affiancare un approccio proattivo, che intervenga quando la persona è ancora sana, attraverso la prevenzione, l’educazione nelle scuole e la promozione di stili di vita sani per mantenere un benessere psico-fisico a ogni età. La serata è stata promossa da Trentino Sviluppo nell’ambito delle attività dal Distretto Family Audit “Città della Quercia”.

Il sistema sanitario trentino è tra i migliori d’Italia. Secondo il XIV Rapporto 2026 sulle Performance Regionali del Sistema Sanitario Italiano, curato da CREA Sanità, il Trentino si colloca al secondo posto, dopo il Veneto, con un indice di performance del 62%, nettamente superiore alla media nazionale del 46%. La Provincia si posiziona ai vertici nazionali nella prevenzione e nell’assistenza sanitaria. Elevato anche il punteggio dell’assistenza territoriale, che rappresenta al tempo stesso uno degli ambiti con le maggiori opportunità di sviluppo. La speranza di vita alla nascita ha superato gli 85 anni e l’invecchiamento della popolazione determinerà un aumento degli over 65 dal 24,5% attuale a circa il 30% entro il 2040 e, nello stesso periodo, gli over 80 potrebbero crescere dal 7,7% al 10% della popolazione. Ciò significa che, entro il 2040, quasi un trentino su tre avrà almeno 65 anni. La sfida che si prospetta è dunque soprattutto demografica. Se l’attuale tendenza dovesse proseguire, la spesa sanitaria provinciale, oggi pari a 1,63 miliardi di euro, potrebbe salire fino a una cifra compresa tra 2,4 e 2,9 miliardi di euro nel 2040.

«L'invecchiamento della popolazione – commenta il professor Luigi Fontana – non rappresenta un problema in sé: è una conquista della medicina e della società. La vera sfida è evitare che a un maggior numero di anni di vita corrispondano più anni vissuti con malattie croniche e disabilità. Oggi sappiamo che gran parte delle principali patologie croniche, dalle malattie cardiovascolari al diabete, da molti tumori alle demenze, condivide fattori di rischio modificabili. Investire nella prevenzione, nella medicina dello stile di vita e nella promozione della salute significa aumentare gli anni vissuti in buona salute e garantire la sostenibilità futura del nostro sistema sanitario».

«La prevenzione e la promozione della salute – aggiunge l’assessore provinciale Mario Tonina – non sono un costo, ma il più importante investimento per garantire la sostenibilità futura del nostro sistema sanitario. Per questo vogliamo applicare un modello proattivo, vicino ai cittadini e fondato su strutture dedicate, risorse certe, ricerca, innovazione, tecnologia e indicatori scientifici. Sarà necessario potenziare la medicina territoriale, valorizzare il personale, soprattutto per affrontare la carenza di Medici di Medicina Generale nei nostri territori. Accanto all’investimento sulla prevenzione stiamo lavorando al miglioramento dell’assistenza territoriale in particolare offrendo risposte strutturate per i bisogni a bassa complessità all'interno delle Case della comunità e lavorando per frenare l'aggravarsi delle patologie croniche prima che si trasformino in acuzie da ricovero o in accessi impropri, anche con il supporto della tecnologia e della telemedicina». «Inoltre, con un provvedimento approvato nel dicembre del 2025 dalla Giunta provinciale – continua Tonina - su proposta anche degli assessori Gerosa e Spinelli, si è voluto compiere un passo importante verso un modello di salute che mette al centro il benessere della comunità trentina attraverso sani stili di vita come la corretta alimentazione e l’attività motoria quali fattori determinanti per la promozione della salute al fine di rendere il nostro sistema sanitario più incisivo ed efficace. Per la prevenzione e la promozione di corretti stili di vita, abbiamo già assicurato risorse pari a 600 mila euro annui per tre annualità e siglato un Protocollo che coinvolge la Provincia, ASUIT, Università di Trento e FBK».

Secondo le stime presentate dall’Assessore, per ogni euro investito in prevenzione, il ritorno economico potrebbe raggiungere i 7 euro entro il 2030 grazie alla riduzione dell’invalidità prematura. In questo nuovo modello, un ruolo crescente potrà essere svolto anche dal sistema assicurativo privato, che nell’era post-pandemica ha registrato un incremento del ramo “Malattia” a un ritmo superiore al 10% annuo.

«Per una realtà mutualistica come la nostra – sostiene Alessandro Molinari, amministratore delegato e direttore generale di ITAS Mutua – prevenzione significa creare le condizioni affinché le persone possano vivere meglio e più a lungo e per farlo è necessario costruire una nuova alleanza tra pubblico e privato. Il settore assicurativo può, infatti, contribuire sviluppando servizi che incentivino comportamenti salutari, programmi di prevenzione, strumenti digitali di monitoraggio e percorsi di assistenza, in una logica complementare e non sostitutiva rispetto al servizio sanitario pubblico. La mutualità in fondo nasce dal principio secondo il quale le persone affrontano insieme i rischi della vita e oggi uno dei rischi più rilevanti è quello di vivere più a lungo senza adeguate condizioni di salute. Per questo la prevenzione non è solo una scelta individuale, è un investimento collettivo che produce valore per le persone, per le famiglie e per l'intera comunità».

«Il Trentino – conclude Fontana – è una delle regioni più longeve d'Europa. Ora ha l'opportunità di diventare anche una delle prime regioni al mondo per healthspan, vale a dire per anni di vita vissuti in salute. La sostenibilità del Servizio sanitario non dipenderà solo da quante risorse investiremo, ma soprattutto dalla capacità di ridurre l'incidenza delle malattie croniche attraverso la prevenzione, l'educazione e l'innovazione organizzativa».

Il service audio e video dell’evento è disponibile su richiesta scrivendo a comunicazione@trentinosviluppo.it

Immagini ed interviste a cura dell’Ufficio stampa 

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