Nuove aree per il Polo Scienze della Vita e la viabilità di Rovereto
(g.n.) – Un nuovo tassello per il futuro Polo Scienze della Vita di Rovereto e, insieme, un passaggio importante per migliorare la viabilità della città. Trentino Sviluppo ha acquistato alcune particelle fondiarie situate a nord del compendio ex Ariston, già di proprietà della società di sistema della Provincia autonoma di Trento e destinato ad ospitare la nuova infrastruttura dedicata a ricerca, innovazione e impresa nel settore Life Sciences. L’operazione, condotta in sinergia con il Comune di Rovereto, ha un valore strategico per il riordino urbanistico e viabilistico dell’intero comparto. In quell’area, infatti, l’ipotesi condivisa con l’amministrazione comunale è di realizzare una rotatoria che permetta di collegare meglio la direttrice nord-sud con quella est-ovest, in particolare verso via Manzoni, aumentando i punti di accesso alla città. L’acquisto consentirà inoltre a Trentino Sviluppo di ampliare leggermente le possibilità edificatorie a servizio del futuro Polo, in particolare a beneficio di uffici e funzioni dedicate.
Il progetto si inserisce nel percorso già avviato per la realizzazione della nuova infrastruttura dedicata alle Scienze della Vita, che prevede laboratori avanzati, piattaforme tecnologiche condivise, spazi per startup e imprese innovative, aree comuni e servizi.
«Il Polo Scienze della Vita – commenta Achille Spinelli, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento – è uno degli interventi strategici con cui il Trentino investe sulla propria capacità di fare innovazione, attrarre competenze e accompagnare la crescita di nuove imprese. Con questa acquisizione si completa ulteriormente il disegno dell’area, creando le condizioni per una viabilità di accesso più sicura, ulteriori uffici a servizio del Polo e una migliore integrazione con la città. È una scelta con cui la Provincia, attraverso Trentino Sviluppo, conferma il proprio impegno al fianco del Comune di Rovereto nella rigenerazione di un comparto destinato a diventare un nuovo motore di sviluppo per il territorio».
«Questa acquisizione – sottolinea Giuseppe Consoli, presidente di Trentino Sviluppo – rappresenta un passaggio concreto nel percorso di sviluppo del Polo Scienze della Vita. Intervenire su un’area industriale dismessa significa non solo progettare nuovi spazi per ricerca e impresa, ma anche creare le condizioni perché il nuovo insediamento dialoghi meglio con la città. La collaborazione con il Comune di Rovereto e il sostegno della Provincia sono decisivi per tenere insieme le esigenze del progetto, la qualità urbana e il miglioramento dell’accessibilità del comparto».
«L’operazione – commenta Giulia Robol, sindaca di Rovereto – è molto importante perché è significativo che quegli spazi a ridosso del comparto ex Ariston diventino pubblici e funzionali a un piano di rigenerazione urbanistica. L’acquisto si rivela positivo rispetto allo stato dell’arte e dà il via a una potenziale riorganizzazione dell’area, migliorando la possibilità di collegamento tra i comparti nord e sud».
Il Polo Scienze della Vita rappresenta una delle principali infrastrutture previste in Trentino per sostenere l’incontro tra ricerca pubblica, startup e imprese innovative nel settore Life Sciences. Il modello di riferimento è quello già sperimentato, in scala più contenuta, con l’Hub Scienze della Vita di Pergine Valsugana, operativo dal 2024, dove Trentino Sviluppo ha messo a disposizione delle imprese biotech laboratori condivisi, uffici, spazi logistici e attrezzature scientifiche avanzate. Rovereto rappresenterà il salto di scala di questa esperienza.
Sul fronte progettuale, si è chiusa con esito positivo la prima parte della procedura per l’affidamento del Progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE) relativo ai primi due ambiti del comparto: alla gara hanno partecipato 18 realtà.
Il PFTE riguarda, da un lato, le opere di urbanizzazione e, dall’altro, circa 13 mila metri quadrati destinati a laboratori e servizi: spazi per startup e imprese, aree comuni e piattaforme tecnologiche avanzate distribuite su diversi edifici. Il primo sarà la palazzina storica ex Ariston, recuperata come punto di contatto con l’esterno e destinata ad accoglienza, governance e sviluppo del business. Negli altri edifici sorgerà la facility vera e propria, cuore scientifico del Polo: un ambiente flessibile, pensato per incubare startup, ospitare gruppi di ricerca e dare accesso alle principali piattaforme tecnologiche condivise. A questa potrà affiancarsi un’area con funzioni di “braccio” produttivo e contenimento avanzato, per impianti specializzati, livelli di biosicurezza superiori e processi di scale-up.