Trentino Sviluppo

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È “made in Trentino” il super filo in silicone

L’ha realizzato LeMur, prima al mondo, grazie ad un progetto di ricerca sostenuto dal territorio

Dopo anni di ricerca per la prima volta al mondo LeMur è riuscita dove grandi industrie multinazionali non ce l’hanno fatta: l’azienda con sede ad Ala, in Trentino, ha infatti trovato il modo per filare il silicone con un processo industriale ottenendo un prodotto con il quale si possono realizzare tessuti dalle svariate applicazioni, grazie alle sue proprietà di resistenza al calore e alla fiamma, ai raggi ultravioletti e all’umidità.

Un traguardo giunto al termine di un impegnativo progetto di ricerca cofinanziato dalla Provincia autonoma di Trento (600 mila euro su una spesa complessiva di 1,6 milioni) e che ha visto la partecipazione dell’Università degli Studi di Trento, della Fondazione Bruno Kessler e dei centri di ricerca tedeschi ITV di Denkendorf e Fraunhofer Institute. Importante anche il sostegno di Trentino Sviluppo che due anni fa, con un’operazione di leasing immobiliare del valore di 1,3 milioni di euro, ha consentito all’azienda di ampliarsi ed investire risorse nell’avvio di un impianto pilota unico al mondo.

Muriel premiato con l’”Oscar” del tessile

Grazie a questo innovativo prodotto LeMur Spa, azienda che opera dal 1998 nello stabilimento di Ala impiegando una cinquantina di dipendenti (70% manodopera femminile) e con un giro d’affari di circa 7 milioni di euro, è stata premiata alla Fiera ITMA di Milano, la più importante a livello internazionale nel settore meccano-tessile, ricevendo i Future Materials Awards nella categoria “best innovation for protective textiles”.
«Un risultato – sottolinea Alessandro Olivi, vicepresidente ed assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro – che è l’esempio evidente di come il sistema di sostegno alla ricerca della Provincia di Trento stia trasformando un’azienda che operava in un settore tendenzialmente tradizionale, come quello tessile, in un’impresa ad altro potenziale di innovazione».

Ecco come è nato il filo del futuro

Quella raggiunta dall’azienda trentina si propone come una vera e propria rivoluzione nel mondo dei filati elastici. L’attività è svolta con lavorazioni a ciclo continuo, dove sono prodotti principalmente filati elastici per il settore della calzetteria femminile. È in questo contesto che il reparto di ricerca e sviluppo di LeMur ha progettato e realizzato una tecnologia di produzione brevettata a livello mondiale, già confermata in Italia, Europa, Giappone e Cina.
«Per primi e al momento anche unici al mondo – spiega Mario Dorighelli, amministratore delegato di LeMur – siamo stati in grado di filare il silicone creando un prodotto straordinario. Il silicone è un materiale che, a differenza di quelli comunemente utilizzati, possiede una grande resistenza a diversi elementi: al calore, alla fiamma, ai prodotti chimici, ai raggi UV, all’umidità. Oltre a ciò, ha un’ottima compatibilità col corpo umano e può essere utilizzato sia esternamente sia al suo interno».
Molte altre sono le proprietà che caratterizzano il filato ideato da LeMur, ma la cosa forse più interessante è che questo filo offre non solo delle proprietà alternative ai filati comuni ma anche una grande varietà di possibilità aggiuntive. Giocando con la composizione del materiale è infatti possibile migliorare e valorizzare un aspetto rispetto a un altro.
Le varianti sviluppate fino ad oggi coprono infatti diversi campi di applicazione: Muriel-Ts, Muriel-Med, Muriel-Ray, Muriel-Sensor, Muriel-Grip, Muriel-Food, che nel campo dei prodotti a contatto con gli alimenti rappresenta una novità assoluta perché è il primo filato elastico testabile secondo i più rigidi criteri dell’ultima direttiva Europea 10/2011.

Il video racconto

Un filo dalle mille applicazioni

Thomas Klotz, direttore generale di LeMur, spiega come il filo siliconico trovi applicazione in settori tra loro molto diversi. «Muriel-med – ricorda Klotz – ha permesso di realizzare il primo filo elastico per la chirurgia plastica, estetica e correttiva, permettendo lifiting con invasività, costi e tempi di degenza ridotti. Con questo prodotto è anche possibile ottenere sistemi che vanno a contatto con la pelle, come ad esempio bendaggi per il trattamento di ferite o ustioni, fasce elastiche e calze per diabetici. Muriel-ts, invece, è impiegato per tessuti ignifughi elasticizzati, che sopporta temperature bassissime e altissime. Muriel-ray, poi, mantiene le sue proprietà elastiche anche dopo anni di esposizione ai raggi UV: l’uso primario va nel settore dell’ombreggiatura delle serre e delle grandi superfici vetrate. Muriel-sensor, ancora, modificato nella sua composizione, riesce a condurre elettricità e a variare la sua resistività elettrica in modo proporzionale all’allungamento applicato. Infine Muriel-grip viene usato per creare zone di grip direttamente nel tessuto senza lavorazioni aggiuntive».

Nuovo prodotto, nuovi mercati

In questo momento, spiega ancora Thomas Klotz, stiamo lavorando per la definizione di importanti contratti con aziende interessate all’impiego del nuovo filato siliconico Muriel, per diverse applicazioni:
- produzione di reti elastiche da fornire alle portaerei, impiegate al momento dell’atterraggio dei velivoli, scelte per l’alta resistenza agli agenti atmosferici e perché mantengono nel tempo il grado di elasticità anche in condizioni estreme;
- produzione di abbigliamento hightech utilizzato nei centri fitness e fisioterapici per un sistema avanzato di allenamento tramite elettrostimolazione muscolare;
- produzione di un tessuto impiegato da un’importante casa automobilistica.

I mercati di riferimento per Muriel sono al momento il Centro e il Nord Europa ma di recente si sono avviati contatti e collaborazioni anche in Giappone, Stati Uniti, Sud America e Cina.

«In questi anni – spiega Mario Dorighelli - l’azienda ha avuto una forte crescita tecnologica, condizione necessaria per operare in un contesto, come quello Trentino, dove i fattori produttivi primari, quali costo del personale ed energetico, non sono favorevoli rispetto ad altri territori e questo ne ha evitato la delocalizzazione». «Il nostro obiettivo - conclude - è quello di far crescere l’azienda sul territorio allargando i benefici ad altre realtà industriali trentine interessate ad impiegare i nuovi filati siliconici per le proprie attività produttive».

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